Siamo onesti. Quante volte abbiamo visto nel nostro circolo un golfista effettuare un buon riscaldamento prima di una sessione di pratica o di una gara? Penso che la probabilità di vederlo è la stessa di vedere un hole in one in un par 3. Capita sì, ma molto raramente.
Ma serve veramente effettuare il riscaldamento per giocare a golf? Qual è la media di golfisti che praticano un buon riscaldamento? Cosa dice la scienza in merito? Mi sono posto questi interrogativi ed è venuta in mio aiuto una review effettuata nel 2019* in cui sono stati analizzati molti articoli specifici per il gioco del golf che riguardano il riscaldamento pre-attività. Ora, senza entrare nel banale chiedendosi se serve effettuare un buon riscaldamento (è ovvio che serve!), andiamo a vedere in quali termini è utile e come può essere di aiuto conoscerli.
La direzione che sta prendendo l’analisi del corpo e dello sport è che non si può più pensare ad un tipo di lavoro randomizzato e standard per tutti ma saranno impostati sempre di più lavori personalizzati per ogni singolo individuo; ci saranno sicuramente molti punti in comune, ma ottenere il massimo prevederà trovare il lavoro su misura per ognuno di noi.
Trasportandolo al Golf possiamo dire: «Dimmi in quale aspetto del gioco sei carente e ti dirò su cosa si dovrà concentrare il tuo warm up». Questo presuppone che il nostro riscaldamento può anche (e dovrebbe) modificarsi a seconda del momento che stiamo attraversando come giocatori e come sportivi. Immaginiamo il nostro warm-up come una torta e vediamo quali sono gli ingredienti a nostra disposizione:
• LAVORO AEROBICO
• MOBILITÀ DINAMICA
• RESISTENZA FUNZIONALE • SOLLEVAMENTO PESI
• STRETCHING DINAMICO
È stato analizzato che alcune caratteristiche del nostro gioco migliorano (o peggiorano) a seconda di quali ingredienti usiamo per la nostra torta. Premesso che la tecnica non può essere sviluppata senza un lavoro prettamente tecnico con un maestro, è stato dimostrato che vengono migliorati i parametri del piano dello swing, della qualità dell’impatto, dello smash factor, della rotazione dei fianchi, del punto dell’impatto rispetto al centro del bastone, della precisione, della velocità del bastone e della distanza. Riusciremo così ad ottimizzare al massimo la nostra seduta di pratica o la nostra performance, personalizzando il nostro riscaldamento. Bisogna essere chiari che eseguire un riscaldamento personalizzato non ci farà progressivamente migliorare di volta in volta i parametri ma ci permetterà di massimizzare in quel dato momento il bagaglio tecnico che ci ritroviamo. Ci per- metterà di usare il 100% del nostro potenziale fisicogolfistico; niente di più, ma niente di meno.

La Base
Se vogliamo comporre una buona torta dobbiamo sapere che la base comune deve essere un piccolo lavoro aerobico affinché il nostro corpo entri in temperatura. Entrare in temperatura ricopre un’importanza capitale per la meccanica dei fluidi del nostro corpo e permette di assimilare nel migliore dei modi i lavori che verranno in seguito. Inoltre una piccola parte di la- vori di mobilità sarà comune a tutti i punti successivi.
Il piano dello swing
La mobilità dinamica che prevede sia esercizi di torsione del busto, mobilità generale delle spalle, delle anche, dei vari distretti corporei e mobilità di simulazione dello swing ha effetti benefici sul nostro piano dello swing. Nota bene che l’efficacia su questo parametro diminuisce svolgendo solo gli esercizi di simulazione dello swing col bastone e in ogni caso non vi è alcuna modifica dei dati sull’angolo della faccia del bastone all’impatto.
Qualità dell’impatto e Smash Factor
Questi parametri vengono compromessi da uno stretching statico quando effettuato prima della nostra per- formance. Invece un grande aiuto lo ritroviamo eseguendo dei lavori con degli elastici sfruttando così quella che viene definita forza auxotonica. Nota bene che per un ulteriore lavoro sulla velocità del bastone è stato dimostrato un incremento dei valori effettuando 3 “salti in contromovimento” in fase conclusiva del riscaldamento.
Rotazione dei fianchi nel down- swing
Per ottimizzare questo parametro sfruttare l’utilizzo dei pesi (come ad esempio una palla medica) eseguendo dei lavori di mobilità e di simulazione dello swing. Rientriamo nella categoria del solleva- mento pesi eseguendo però dei movimenti controllati al solo fine di attivare il nostro corpo.
La precisione
Se uniamo alla nostra base un’attivazione con pesi e uno stretching dinamico potremmo ottenere anche il massimo della nostra accuratezza nei colpi.
La distanza
Sono stati fatti degli studi interessanti che riguardano l’incidenza delle vibrazioni su questo parametro. Necessaria l’integrazione con la mobilità.
Conclusioni
Questi rimangono dati, essendo analitici al golf, ovviamente in divenire ma fanno ben sperare per una comprensione sempre maggiore di come il nostro corpo vada seguito con lavori e protocolli su misura. Non voglio certamente demonizzare la divulgazione di concetti base di riscaldamento ma quello deve rimanere un punto di partenza di miglioramento della nostra condizione fisica e non di arrivo. Il nodo fondamentale, come spesso consiglio, è rivolgersi a professionisti del campo che potranno così modellare la loro esperienza sulle vostre esigenze. Il miglioramento passa sempre dalla volontà.
* A Systematic Review of Golf Warm-ups: Behaviors, Injury, and Performance Ehlert, Alex; Wilson, Patrick B.









