“Sto vivendo una nuova consapevolezza.” È da qui che parte tutto. Non da una vittoria, non da un ranking, ma da una frase che racconta una fase precisa della carriera di Alessandra Fanali. Una fase in cui i risultati non sono più l’unico parametro, ma la conseguenza di un equilibrio costruito nel tempo.
Dopo sedici anni di golf e tre stagioni nel professionismo, Alessandra sente di aver attraversato quel passaggio sottile che separa il talento dalla maturità. Ogni traguardo raggiunto — dalla Nazionale al college, fino all’ingresso nel Tour — è stato un nuovo inizio, un equilibrio da ricostruire. Ma è nei momenti di dubbio, nelle aspettative che pesano, nelle prime buche giocate con troppa tensione, che ha imparato davvero a conoscersi.
Oggi scende in campo con una certezza diversa: sa cosa può fare, sa come reagisce sotto pressione, sa che anche l’errore non la definisce. È una consapevolezza silenziosa, che non fa rumore ma cambia tutto. Questa intervista racconta proprio quella fase: il momento in cui una giovane professionista smette di rincorrere conferme e inizia a giocare con fiducia. Perché il vero salto di qualità, prima ancora che nello swing, avviene dentro.









