L’edizione 2025 della Ryder Cup si preannuncia memorabile non solo per la rivalità sportiva tra Team USA ed Europa, ma per la presenza scenica e fortemente mediatica di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha confermato la sua partecipazione all’evento, sostenendo apertamente il capitano americano Keegan Bradley nel ruolo di “playing captain”, una figura che non si vedeva dal lontano 1963.
Effetto Trump: tra sicurezza e ritardi
La visita dell’ex presidente ha avuto un impatto tangibile sull’organizzazione del torneo. Le misure di sicurezza sono state rafforzate, generando code agli ingressi e ritardi per gli spettatori, alcuni dei quali hanno perso le fasi iniziali della competizione. Un effetto collaterale di una presenza che, fin dai primi istanti, ha catalizzato attenzione e polemiche.
Una giornata tra applausi, cori e coreografie
Accolto da ovazioni e cori “U-S-A”, Trump ha calcato il campo da golf al fianco di campioni come Bryson DeChambeau, sottolineando la sua passione per il golf e il suo desiderio di essere protagonista. Il culmine? Una coreografica “Trump dance” improvvisata da Keegan Bradley sul palco, in un gesto simbolico che ha trasformato l’evento sportivo in un palcoscenico a metà tra sport e politica.
Un jolly mediatico per galvanizzare il Team USA
Dietro le quinte, l’obiettivo appare chiaro: rafforzare lo spirito del Team USA, sfruttando la carica emotiva e l’attenzione che solo una figura come Trump può generare. Appassionato di golf da sempre, l’ex presidente punta a essere il catalizzatore dell’entusiasmo americano, nel tentativo di influenzare non solo il morale della squadra, ma anche la narrativa pubblica dell’intero torneo.









