Quella che sta per andare in scena è la sedicesima edizione. E, come le quindici che l’hanno preceduta, il DP World Tour Championship 2024 in programma al Jumeirah Golf Estates Earth Course in Dubai da giovedì 14 a domenica 17 novembre promette spettacolo a profusione. Dalla sua prima edizione che si è svolta nel 2009, infatti, non ha mai mancato di attrarre a sé i nomi golden del panorama golfistico internazionale.
Rory McIlroy, fresco del terzo posto all’Abu Dhabi Championship con ventuno colpi sotto il par insieme con il connazionale Matt Wallace e il danese Thorbjorn Olesen, tenterà di calare il tris. Rahm, già secondo quest’anno all’Open di Spagna, è anch’egli intenzionato a far ricomparire il suo nome nell’albo d’oro. Ambizioni di vittoria anche per il britannico Paul Waring, reduce dalla vittoria all’Abu Dhabi Golf Championship, il danese Rasmus Hojgaard, già trionfatore all’Amgen Irish Open lo scorso settembre, e il britannico Tyrrell Hatton, secondo ad Abu Dhabi ma già re dell’Alfred Dunhill Links Championship lo scorso ottobre. Si vogliono giocare le loro carte anche Niklas Norgaard, danese che ha già portato a casa quest’anno il Betfred British Masters, il britannico Tommy Fleetwood, re del Dubai Invitational lo scorso 7 gennaio e lo spagnolo Angel Hidalgo che vinse in settembre l’Acciona Open de Espana. Dan Bradbury non disdegnerebbe di aggiungere un’altra perla alla sua collezione di trofei dopo averlo già fatto quest’anno con il Fedex Open de France. Lo stesso vorrebbe fare il francese Frederic La Croix che, lo scorso agosto, mise le mani sul Danish Championship.
UN TERZETTO ITALIANO
La prima notizia è che una presenza azzurra al Dp World Tour Championship mancava dal 2019. In quell’edizione vi erano Guido Migliozzi che giunse allora sedicesimo con cinque colpi sotto il par e sarà presente anche nel 2024, Francsco Molinari, fratello minore di Edoardo che si classificò quarantesimo con un colpo oltre il par e Andrea Pavan che arrivò 49° a più nove. Accanto a Migliozzi , a giocarsi speranze di gloria, ci saranno Matteo Manassero che lo scorso marzo si è aggiudicato il Jonsson Workwear Open, settimo acuto professionale della sua carriera e con altri diversi piazzamenti onorevoli ottenuti nel corso del 2024 come il quinto posto all’Indian Open, il sesto al Betfred British Masters, il terzo all’Irish Open e il quarto al Bmw Championship e Francesco Laporta, quest’anno sesto all’Open de France e buon settimo ad Abu Dhabi di recente.
ALBO D’ORO DEL TORNEO
Il primo a mettere le mani sulla kermesse fu il britannico Lee Westwood che ha fatto parte della squadra europea di Ryder Cup per ben nove volte e, nel 2010, divenne il numero uno al mondo scalzando il dominio di Tiger Woods. Un altro britannico ad avere lasciato il segno è Rory Mc Ilroy che sarà peraltro presente anche in quest’edizione per cercare di bissare le vittorie ottenute nel 2012 e 2015. Stesso numero di trionfi hanno avuto lo svedese Henrik Stensson, re delle kermesse delle 2013 e 2014 e l’altro britannico Matz Fitzpatrick (2016 e 2020). Il primato delle edizioni vinte spetta però allo spagnolo Jon Rahm che mise in fila la concorrenza per ben tre volte negli anni 2017,2019 e 2022 e cercherà di calare il poker anche nell’edizione di prossimo svolgimento. L’edizione del 2023 è stata appannaggio del danese Nikolai Hojgaard che se la è aggiudicata con 267 colpi ovvero ventuno sotto il par.
IL PERCORSO E IL MONTERPEMI
Creato nel 2009, il Jumeirah Golf Estates è stato progettato da Greg Norman che si è ispirato ai percorsi europei e nordameticani. Sorge su un paesaggio di 1.119 ettari ed è contornato da ville di prestigio. Sarà pari a dieci milioni di dollari.









