ll golf colombiano sta vivendo una fase di maturità sorprendente, frutto di una visione moderna e di un lavoro silenzioso ma profondo che negli ultimi anni ha ridisegnato le basi del movimento. In un Paese dalla biodiversità sconfinata, dove montagne, oceano e altipiani creano scenari unici per giocare, il golf è diventato più di uno sport: è un terreno di crescita culturale, inclusione e identità nazionale. Oggi, dietro i successi internazionali, l’aumento degli affiliati e l’attenzione crescente dei golfisti europei, c’è un processo strutturato fatto di governance rinnovata, programmi giovanili avanzati, collaborazioni internazionali e una rete di club che sta aprendosi alle nuove generazioni e al turismo sportivo. In questo contesto di trasformazione, la Federación Colombiana de Golf è diventata un laboratorio di innovazione e sviluppo. Ed è proprio da qui che parte il racconto: dall’identità di un golf che cresce, cambia e ispira. A guidare questa evoluzione è Fabio Villamizar Zurek, presidente della Federazione, con cui abbiamo approfondito il presente e il futuro del golf colombiano.
Allora Presidente, come descriverebbe oggi l’identità del golf colombiano?
“È combattivo, appassionato, perseverante e in trasformazione. Non solo nei risultati sportivi, ma anche nella base amministrativa. Punto primo, con quasi 15.000 golfisti affiliati —in un Paese che supera i 53 milioni di abitanti— siamo costantemente in conversazione grazie a vittorie a livello continentale, siamo riusciti a qualificarci consecutivamente al Mondiale a Squadre per diverse edizioni e, quest’anno, abbiamo avuto il vincitore individuale del Mondiale Giovanile in Giappone. Questo dimostra la qualità dei giocatori che abbiamo, nonostante il numero ridotto rispetto alla popolazione nazionale. Punto secondo, la Federazione sta percorrendo i sentieri dell’innovazione gestionale sotto la guida della nostra direttrice esecutiva Natalia Arias. Ci riconosciamo come un’istituzione che genera valore, ma sentiamo che ci sono ancora molte cose da offrire alla comunità del golf.”
Negli ultimi anni si parla di una vera “rinascita” del golf in Colombia: da dove nasce questa crescita?
“Circa 9–10 anni fa il potere all’interno della Federazione era concentrato in una sola persona e ciò generava inevitabilmente situazioni indesiderate che portarono a un cambiamento totale, avvenuto nel 2019 con l’allora presidente Camilo Sánchez Collins, che ho accompagnato dalla vicepresidenza fino a quest’anno. Da allora il nostro motto è stato generare PIÙ GOLF. E questo non significa soltanto vincere fuori dal Paese competizioni importanti, ma lavorare per tutte le nicchie di golfisti presenti nel Paese (infantili, pregiovanili, giovanili, pre mid-amateur, mid-amateur, sénior, donne e uomini), far crescere il golf pubblico con il nostro Centro di Alto Rendimento, organizzare l’insegnamento dello sport nel Paese, tra le altre cose. In quest’ottica, la prima cosa che abbiamo fatto è stata strutturare e mettere in moto la Divisione Júnior (DJCG), che oggi è un esempio nella regione in termini di promozione e sviluppo del golf. Lavorare sulle basi della competizione ci ha dato molte soddisfazioni. Da lì siamo proseguiti con la Divisione de Donne Sénior e quella di Uomini Sénior, che oggi sono riunite nella Divisione Sénior (DSCG). Abbiamo implementato il programma La Academia con la Junior Golf Preparatory Academy di Orlando (Florida, Stati Uniti), con diverse fasi di insegnamento volte a consolidare un modello unico per tutti i bambini e le bambine golfisti o per quelli che desiderano avvicinarsi al nostro sport. Più di loro arrivano, più affiliati avremo, e questo incide anche sul futuro della maggior parte dei club privati affiliati alla Federazione. Allo stesso modo, abbiamo il programma della nazionale Colombiana, nel quale i migliori giocatori pre-giovanili e giovanili sono costantemente monitorati dai nostri coach con l’obiettivo di continuare a essere protagonisti in tutti i tornei a cui partecipiamo. Diamo a tutti la possibilità di appartenere e di giocare per qualcosa di più grande come il Paese. La crescita è dovuta anche a figure come Nicolás Echavarría, Sebastián Muñoz, Camilo Villegas, Mariajo Uribe e altre personalità colombiane nel contesto internazionale: i loro risultati e le loro vittorie ispirano a continuare a giocare chi già fa parte della comunità e avvicinano al golf chi prima non lo conosceva. Credo che il nostro sforzo istituzionale sia coinciso con un bel periodo per questi professionisti e, sicuramente, tra qualche anno avremo un numero maggiore di colombiani nei grandi circuiti mondiali.”
La Colombia sta diventando una destinazione emergente per i golfisti europei: su quali fattori state puntando?
“La Colombia è un Paese con un enorme fascino turistico per la sua biodiversità e la sua geografia, a prescindere dalla situazione sociale con cui conviviamo da decenni. A livello golfistico, poter giocare tutto l’anno, senza dipendere dalle stagioni come accade in Europa o Nord America, attira molto gli appassionati del nostro sport che arrivano da quelle latitudini. Abbiamo anche campi di primo livello che sono stati sede di circuiti come il Korn Ferry Tour, il Challenge Tour, il PGA TOUR Latinoamérica e il PGA TOUR Américas, con percorsi che sfidano i giocatori a pensare bene prima di eseguire un colpo. Chi non vorrebbe giocare a Cartagena sul mare, tra le montagne del caffè, nel clima caldo della Valle o in altura nella capitale? Nel 2026 ospiteremo il Campionato Sudamericano di Damas Sénior e il Campionato Internazionale Sénior, entrambi a Bogotá. Speriamo che l’esperienza per i partecipanti sia indimenticabile. Approfitto per estendere l’invito ai golfisti italiani —e agli europei in generale— a venire e competere nell’Internazionale Sénior.”
Esiste una strategia di promozione specifica rivolta al mercato italiano o europeo?
“Abbiamo lavorato con la Real Federación Española de Golf nella prima edizione del Campionato Internazionale Sénior, così come in progetti come il Pitch & Putt. Tuttavia, attualmente non abbiamo in corso una strategia specifica.” Quali sono, secondo lei, i tre campi emblematici che ogni golfista straniero dovrebbe giocare almeno una volta in Colombia? “Abbiamo 52 campi nel Paese e tutti hanno il loro fascino. Ho avuto la possibilità di giocare in diversi e ciascuno presenta percorsi e sfide molto interessanti. Sarebbe ingiusto sceglierne solo tre quando la varietà è così ampia. Se mi affretti, direi il Club Campestre de Cali, perché ne sono socio, ma la realtà è che tutti i nostri campi dovrebbero essere giocati dagli stranieri che ci visitano. Inoltre, essendocene così tanti, ci assicuriamo che tornino più volte (ride)”
In che modo i club colombiani stanno lavorando per rendere il golf più accessibile alle nuove generazioni e alle donne?
“Tradizionalmente, vari club aprono i loro campi il lunedì per incontri “popolari” con green fee molto accessibili. Alcuni hanno anche convenzioni di sostegno con accademie pubbliche in diverse regioni del Paese come Antioquia, Cundinamarca, Valle del Cauca e Eje Cafetero. Vorrei però rispondere a nome della Federazione: con il nostro Centro di Alto Rendimento (CAR), a Bogotá, offriamo uno spazio con strutture all’avanguardia e un campo par-3 a più di 8.000 golfisti al mese, molti dei quali non appartengono a un club privato. La sua posizione nel cuore della città è un privilegio per tutti e le tariffe sono giuste. L’idea è replicare questo modello in altre regioni, ma servono investimenti pubblici e privati per realizzarlo. Per quanto riguarda le donne, abbiamo una Gira Nacional di Damas Sénior consolidata, realizziamo cliniche gratuite di golf per loro presso il CAR e partecipiamo ai forum e incontri della R&A “Women in Golf” per cercare alternative che permettano alle donne una partecipazione più attiva, dato che storicamente sono loro ad aver dato alla Colombia il maggior numero di trionfi.”
Che importanza ha oggi la dimensione sociale e comunitaria del golf nel vostro Paese?
“Molto. Come ti dicevo, il CAR è diventato il punto di riferimento del golf pubblico e lì abbiamo più di 10 bambini e bambine con borsa sportive che imparano golf e stanno lontani da contesti sfavorevoli. La nostra Accademia Pubblica non solo offre queste opportunità, ma ha già “laureato” due giocatrici che hanno ottenuto borse sportive in Nord America, qualcosa che un tempo sembrava impossibile. Inoltre, la Federazione sostiene progetti pubblici a Medellín, Pereira, Mosquera e in altri comuni con palline da pratica e attrezzature di golf che permettano loro di svolgere le attività nel miglior modo possibile”.









