“Parigi? Il golf ha ricevuto la meritata consacrazione come sport olimpico”. Parola di Matteo Manassero e Guido Migliozzi. Qualche settimana dopo, a mente fredda, ho fatto una chiacchierata al telefono con entrambi per ripercorrere insieme le emozioni di un’Olimpiade vissuta sul campo.
“C’è voluta qualche edizione perchè entrasse nel cuore e nell’anima dei giocatori e del pubblico”. Mi racconta Matteo mentre è in viaggio verso Crans per l’ennesimo impegno della stagione. “C’era un tifo da stadio come una Ryder Cup tra cori e urla del pubblico. L’atmosfera era decisamente calda. Le tribune tutte piene. Biglietti sold out”.
“Le Golf National è una certezza, dopo aver ospitato l’edizione della Ryder Cup 2018, si è confermato divertente e molto selettivo. Ho vissuto un’Olimpiade diversa rispetto a Rio 2016 dove stavamo al villaggio. Quest’anno il mio obiettivo era cercare di preparare al meglio la gara come fosse un torneo: normalizzare l’evento. La routine prevedeva una sveglia intorno alle 7 del mattino. Prova campo. Poi campo pratica e palestra. Ero con il mio team. C’era Alessandra Averna oltre al fisio della nazionale Beppe Plebani e Massimo Scarpa. Non poteva mancare mia moglie Francesca che ha vissuto l’esperienza un po’ da fuori. Potevamo incontrarci solo sul campo. In generele ho performato molto bene. Non sono riuscito ad accendere il gioco sui green ma ho mantenuto un alto livello. Potevo fare qualcosa di più con quel tipo di gioco. Ma è stata un’ottima settimana. Ho fatto grande uso di scotch nero per coprire gli sponsor..pure sul mio adorato copri putter del British Masters! “.
“Mi sono tolto lo sfizio di andare al villaggio il lunedì post gara. Non ti rendi conto di essere alle Olimpiadi finchè non ti metti a guardare altri sport, ad assistere alla conquista delle medaglie. Solo in quel momento ti senti parte di qualcosa di grande. Ho fatto un salto a Casa Italia ed ho incontrato i nuotatori Ceccon e Martinenghi oltre alla velista Marta Maggetti”.
Anche per Miglio la marea umana sul campo è una delle immagini che gli resterà più impressa di questa esperienza olimpica, dopo Tokio 2020. “Durante il periodo del Covid non c’era pubblico. In questa edizione europea c’erano i più forti del mondo. Sono stati registrati score molto bassi. Matteo ed io abbiamo dato il nostro meglio- Mi racconta Miglio- A volte il percorso non ci ha ripagato. Non sarebbe male competere come squadra – aggiunge- Sarebbe decisamente un’esperienza più inclusiva. Abbiamo interpretato questa gara olimpica come un torneo normalissimo. Anche io ho incontrato i nuotatori italiani. Tra l’altro Ceccon è un mio compaesano! Erano sullo stesso nostro volo di ritorno. Ad aspettarli in aeroporto c’erano tutte le tv “.
“A Parigi non nascondo di aver sognato di conquistare una medaglia. C’è un po’ rammarico per non esserci riuscito, qui ho vinto l’Open di Francia. E’ una gara molto tosta ed un campo dove non è facile fare birdie ed è molto semplice perdere colpi. Un’atmosfera fantastica, ero circondato dal calore di tutta la mia famiglia: mamma, papà, sorelle e la mia fidanzata Marta. Ora penso a: Wenthworth, Open di Francia, Corea e due finali”.
“Il campo era in condizioni strepitose. Dal fascino clamoroso e super collaudato dal punto di vista organizzativo, aggiunge Marco Durante, team official, al seguito della delegazione azzurra a Parigi. Solo 30.000 persone invece che 50.000 come per l’edizione straordinaria della Ryder Cup di sei anni fa. Ho visto gente da tutto il mondo riunita per seguire una gara che a tutti gli effetti poteva essere confusa con un major, lo paragonerei al ‘ Masters’. Il field era di altissimo livello con tutti i venti migliori giocatori del mondo. E’ stato un piacere ed un onore seguire Matteo che ha mostrato in campo il giusto spirito agonistico. Guido sempre forte dal punto di vista fisico e mentale. I nostri ragazzi hanno talento. Los Angeles 2028 è ancora molto lontano ma quattro anni di esperienza in più possono solo fare la differenza in meglio!”









