A prima vista, il Masters non possiede nulla del tipico evento digital perché, durante i giorni di gara, le foto e i selfie degli spettatori (che qui chiamano patrons) sono severamente vietati, non è possibile creare contenuti fuori dalle righe o meme (che non rispetterebbero la sacralità del torneo) e non esiste alcuna rincorsa frenetica alla viralità. Eppure, anno dopo anno, la popolarità digitale del Masters sta crescendo in maniera costante, ridefinendo un nuovo standard nel modo in cui la tradizione può trovare un punto d’incontro con l’innovazione social. E’ importante parlarne perché piattaforme come IG e Tik Tok non sono solo delle bacheche dove pubblicare video e foto ma sono luoghi di incontro e scambio, perfetti per costruire una community. E sappiamo quanto il golf ne abbia bisogno per avvicinare nuove persone e incrementare il numero dei praticanti. Quindi, come ha fatto un torneo di golf come l’Augusta Masters, noto per la sua rigorosa etichetta, a diventare un punto di riferimento nella strategia digitale, capace di ispirare altri grandi tornei sportivi? Partiamo con ordine: è innegabile che il Masters ha di base un enorme potenziale visivo e narrativo, grazie a un’ambientazione da copertina (lo splendido course dell’Augusta National) e una serie di eventi collaterali (dalla cena dei campioni al Par 3 contest) che intercettano un pubblico più ampio.
Nella settimana del Masters, anche ai non appassionati di golf sarà capitato di imbattersi in qualche scatto dei profili ufficiali del torneo, dove vengono ritratti i figli e le compagne dei campioni (con l’immancabile divisa bianca da caddie) o le coloratissime azalee in fiore che decorano il campo. Non si tratta però solo di cosa, ma anche di come. Tutti i contenuti del Masters sono autentici e pensati non solo per informare o intrattenere ma per creare un’esperienza immersiva, consentendo ai follower di vivere il torneo in un modo che ne rispecchia l’atmosfera reale fatta di solennità, calma, bellezza. E anche lo sbarco del torneo su una piattaforma come Tik Tok è avvenuto in maniera molto naturale, senza forzature: la narrazione è breve, con leggeri tocchi di umorismo e alcuni scorci dietro le quinte che contribuiscono a un ritratto più ricco e umano dell’evento. Senza che l’identità del Masters venga alternata. Poi, ci sono stati balzi improvvisi di viralità che il torneo non poteva prevedere e a cui hanno contribuito fattori come il merchandising e il pubblico.
Partiamo dai cimeli del Masters: nelle ultime edizioni, sono diventati virali i video degli spettatori che sono riusciti a portare a casa i prodotti ufficiali dell’Augusta National. Impresa tutt’altro che semplice, visto che il Berckmans Place (un’area di ospitalità super esclusiva all’interno del golf club) è accessibile solo su invito. Nel 2024 a fare il record di visualizzazioni su Tik Tok (quasi 800 mila) è stata Tori Meadows che è stata travolta dai like dopo aver condiviso il video dell’acquisto del mitico Masters Gnome, una statuetta a forma di gnomo (di circa 45 cm), vestita e decorata ogni anno in modo diverso (quella del 2025 teneva in mano un gelato al biscotto).









