“Il tempo è ancora nostro” arriva al cinema il 7 maggio e porta sul grande schermo una storia italiana ambientata nel mondo del golf. Il film, diretto e sceneggiato da Maurizio Matteo Merli, utilizza questo sport come chiave narrativa per raccontare amicizia, cadute personali e possibilità di ricominciare.
Presentato all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e premiato in diversi festival internazionali, il film non mette al centro competizioni o trofei. Al contrario, costruisce il racconto attorno a due vite segnate da percorsi diversi, unite da un legame nato in gioventù e da una passione comune.
I protagonisti sono Tancredi, interpretato da Ascanio Pacelli, uomo cresciuto in un contesto agiato e abituato alle apparenze, e Stefano, interpretato da Mirko Frezza, segnato da dipendenze, comunità di recupero e difficoltà personali.
A fare da ponte tra passato e presente c’è il golf, che diventa per entrambi uno spazio di confronto con sé stessi. Ogni buca, ogni errore e ogni nuovo colpo diventano parte di un percorso di consapevolezza, dove il riscatto non è un traguardo immediato ma una scelta da rinnovare.
Nel cast figurano anche Miguel Gobbo Diaz, Viktorie Ignoto, Simone Sabani e la partecipazione straordinaria di Andrea Roncato, nel ruolo di Costantino, figura paterna e punto di riferimento per i due protagonisti.
Con “Il tempo è ancora nostro”, Maurizio Matteo Merli, figlio dell’attore Maurizio Merli, firma un esordio che lega il racconto umano al linguaggio dello sport. Il golf diventa così una metafora della vita: precisione, errori, attese e ripartenze si trasformano negli elementi centrali di una storia sul tempo che resta e sulla possibilità di rimettere insieme ciò che sembrava perduto.









