J.J. Spaun ha scritto una nuova pagina della storia del golf mondiale con una vittoria epica all’U.S. Open Championship 2025, disputato sul temuto percorso dell’Oakmont Country Club. Il 34enne statunitense ha chiuso il torneo con un clamoroso putt da oltre 19 metri alla buca 18, firmando il suo primo successo in uno Slam con due colpi di vantaggio sullo scozzese Robert MacIntyre. Spaun è stato l’unico giocatore a chiudere sotto il par con un totale di 279 colpi (-1), in una delle edizioni più difficili e imprevedibili degli ultimi anni. Un’impresa che ha assunto i contorni del miracolo sportivo.
L’ultimo round del 125° U.S. Open è stato caratterizzato da pioggia, colpi di scena e crolli inaspettati. Un forte temporale ha costretto gli organizzatori a sospendere il gioco per 96 minuti, rendendo ancor più insidioso il già proibitivo Oakmont.
Il leader dopo 54 buche, Sam Burns, ha ceduto alla pressione, firmando un disastroso +6 nelle ultime sette buche e chiudendo con un 78. Anche Adam Scott, solido fino a sabato, ha registrato un pesantissimo 79 che lo ha escluso dalla corsa al titolo. Scottie Scheffler e Jon Rahm si sono fermati al settimo posto, lontani dai vertici.
Spaun risorge sul back nine e firma l’impresa
La domenica di J.J. Spaun era cominciata nel peggiore dei modi: cinque “5” consecutivi nelle prime cinque buche e un bogey alla 2 dopo un colpo sfortunato sull’asta. Ma sul back nine è arrivata la svolta.
Birdie pesantissimi alla 12, 14 e 17, rispettivamente da 12, 7 e 6 metri, hanno rilanciato le sue speranze. Poi, l’apoteosi: un putt da 20 metri sul green della 18 che ha fatto esplodere il pubblico e sancito un trionfo indimenticabile. Con 401 piedi di putt imbucati durante la settimana, Spaun ha dominato anche le statistiche nel putting, chiudendo secondo in strokes gained putting.
MacIntyre sfiora la storia
Il 28enne Robert MacIntyre, partito dalla 17ª posizione, ha sfiorato una rimonta leggendaria. Il suo giro finale in 68 colpi (-2) è stato l’unico score sotto par tra gli ultimi 17 gruppi. Un eagle alla 4 ha acceso la speranza, ma non è bastato. Se avesse vinto, sarebbe stato il primo giocatore mancino della storia a conquistare l’U.S. Open, traguardo sfuggito anche a Phil Mickelson.
Dall’addio al golf alla vittoria: la rinascita di Spaun
Un anno fa, Spaun pensava al ritiro. Dopo l’unico successo sul PGA Tour nel 2022, la fiducia era ai minimi. Tutto è cambiato grazie a un volo verso l’Inghilterra e a un film: Wimbledon, con protagonista un tennista in declino che vince lo Slam in modo inaspettato. “Quella storia sembrava la mia”, ha detto Spaun. Da quel momento, la sua stagione ha preso una piega diversa: terzo alle Hawaii, secondo in Florida, sesto al Charles Schwab Challenge, fino al trionfo all’U.S. Open di Oakmont, che lo proietta al 25° posto del World Ranking.
Con questo trionfo, J.J. Spaun entra di diritto nell’élite del golf mondiale, lasciando un segno indelebile in uno degli Slam più duri e prestigiosi. E lo fa nel modo più spettacolare: con un putt iconico da 20 metri, in una domenica che resterà nella memoria degli appassionati di golf di tutto il mondo.









