Il golf in Lombardia si conferma un motore strategico per turismo, economia e attrattività territoriale. Secondo lo studio EY-Assolombarda presentato a Milano il 12 marzo, lo sport vale complessivamente tra 165 e 185 milioni di euro, trainato soprattutto dal turismo golfistico internazionale, dai grandi eventi e dalla presenza capillare di circoli sul territorio.
La Lombardia si afferma come primo polo golfistico d’Italia, con 65 circoli affiliati alla Federazione Italiana Golf, pari al 18% del totale nazionale. La regione conta inoltre oltre 27.000 tesserati, il 29% dei golfisti italiani, superando realtà come Piemonte, Veneto e Lazio.
L’indagine, condotta tra ottobre e novembre 2025 attraverso analisi di dati pubblici e interviste agli operatori del settore, ha per la prima volta quantificato in modo sistematico il valore economico del golf lombardo, spesso considerato uno sport di nicchia ma in realtà capace di generare un impatto significativo su più comparti.
Un indotto economico che supera i 180 milioni
Lo studio individua quattro principali fonti di ricavo legate al sistema golfistico regionale:
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Ricavi diretti dei circoli: tra 59 e 62 milioni di euro
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Turismo golfistico: tra 103 e 118 milioni di euro
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Vendita di attrezzature e abbigliamento sportivo: tra 3 e 5 milioni di euro
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Grandi eventi, come l’Open d’Italia, con un impatto stimato tra 8 e 9 milioni per le edizioni ospitate in regione
Nel complesso, ogni euro investito nel settore genera ricadute positive su hotel, ristorazione, trasporti e commercio locale, contribuendo a rafforzare la competitività internazionale della Lombardia.
Il turismo golfistico traina la crescita
La voce più rilevante è quella del turismo legato al golf, considerata anche la più promettente in termini di sviluppo futuro. Un turista straniero appassionato di golf spende mediamente tra 300 e 500 euro al giorno, circa il 120% in più rispetto a un visitatore tradizionale.
La permanenza media varia tra 4 e 7 giorni, con la tendenza a visitare più circoli nello stesso viaggio. Nel 2023 si sono registrati circa 160.000 green fee pagati da turisti internazionali nei club lombardi, un dato in costante crescita.
Particolarmente performanti risultano i circoli nelle aree lacustri, soprattutto nelle province di Como, Brescia, Lecco e Varese, dove i campi sono spesso integrati con resort e strutture alberghiere di alto livello, attirando visitatori con elevata capacità di spesa provenienti da mercati come Germania, Austria, Svizzera e Paesi scandinavi.
Grandi eventi e visibilità internazionale
Lo studio evidenzia anche il ruolo strategico dei grandi eventi golfistici. Quando l’Open d’Italia si svolge in Lombardia, l’affluenza media è superiore del 123% rispetto alle edizioni ospitate in altre regioni negli ultimi dieci anni.
Le circa 30.000 presenze nei quattro giorni di gara generano un significativo impatto economico su ospitalità e servizi locali, oltre a una visibilità mediatica globale difficile da quantificare ma estremamente rilevante per l’immagine del territorio.
Strategie per lo sviluppo del golf lombardo
Dalle interviste agli operatori emerge la necessità di rafforzare l’ecosistema integrato tra sport, turismo e cultura, migliorare i collegamenti verso le destinazioni golfistiche periferiche e promuovere campagne internazionali coordinate.
Un altro obiettivo chiave è superare la percezione elitaria del golf, rendendolo più accessibile a famiglie, giovani e aziende. Progetti come “Open Horizons. Lombardia, Capitale del Golf” e il Golf Tour Assolombarda 2026 puntano proprio a valorizzare queste sinergie e a posizionare la regione tra le destinazioni golfistiche di riferimento in Europa.









