Per LIV Golf il futuro diventa ancora più incerto. Dopo che il Public Investment Fund (PIF) saudita ha smesso di finanziare gli eventi, LIV Golf cerca capitali esterni da potenziali finanziatori per finire la stagione 2026. Rimangono forti dubbi che l’organizzazione riesca a trovare tali finanziamenti, che si agirano intorno tra i 250 e 350 milioni di dollari, soltanto per coprire la chiusura della stagione. In risposta, la stella della LIV Golf, Jon Rahm, ha affermato che, sebbene abbia già investito molto in termini di reputazione unendosi alla lega, non esclude del tutto l’ipotesi di investire i propri soldi personali per aiutare a salvare e mettere in sicurezza il futuro finanziario del circuito, senza dare però ancora una conferma definitiva.
Ma la giornata dell’8 luglio ha regalato due colpi di scena che aggiungono ancora più incertezza al mondo LIV Golf. Prima, la notifica spedita ai lavoratori LIV Golf dei possibili licenziamenti attraverso un avviso WARN (Workers Adjustment and Retraining Notification Act, indicazione non definitiva ma che indica un possibile licenziamento di massa entro 60 giorni). Poi, oltre alle difficoltà finanziarie, ESPN ha rivelato che LIV Golf e il fondo PIF sono stati trascinati in tribunale a Londra con una richiesta di risarcimento danni fino a 603 milioni di dollari (circa 550 milioni di euro) da World Golf Group (WGG) e Premier Golf League (PGL).
WGG e PGL hanno querelato la LIV Golf sostenendo che l’idea originale del format della lega di golf mondiale itinerante sia stata loro e che alcuni ex dirigenti abbiano sottratto e trasmesso informazioni riservate ai sauditi del PIF, i quali le avrebbero poi usate illegittimamente per fondare la LIV Golf. La causa li accusa di violazione della confidenza e di cospirazione per mezzi illeciti. Il futuro di LIV Golf si risolverà molto probabilmente entro la fine di quest’anno.









