Il conto alla rovescia per il DS Automobiles 83° Open d’Italia è ormai agli sgoccioli e per il presidente della Federazione Italiana Golf, Cristiano Cerchiai, l’edizione in programma dal 25 al 28 giugno al Golf Club Torino – La Mandria rappresenta un passaggio strategico per il futuro dell’intero movimento.
Eletto alla guida della FIG nel febbraio 2025, Cerchiai affronta per la prima volta un Open organizzato interamente sotto la propria gestione. Un appuntamento che punta a rilanciare l’immagine del torneo attraverso una formula rinnovata, capace di coniugare spettacolo sportivo, coinvolgimento del pubblico e valorizzazione commerciale.
Il primo Open d’Italia firmato Cerchiai
Per il numero uno della Federazione, l’obiettivo principale è restituire centralità a uno degli eventi più importanti del calendario golfistico nazionale:“È vero, sarà la prima edizione completamente sotto la mia gestione e non nascondo che in giro avverto un certo interesse e curiosità. Le aspettative sono particolarmente elevate, ma è giusto che sia così perché l’obiettivo principale che mi sono posto è quello di ridare valore e contenuti ad un evento importante”.
Torino torna protagonista del golf italiano
La scelta del Golf Club Torino non è casuale. Lo storico circolo piemontese, già sede di tre precedenti edizioni dell’Open, rappresenta uno dei luoghi simbolo del golf italiano:“Il Golf Torino è un circolo storico, un circolo di grandissima tradizione. La scelta non è stata casuale e sono soddisfatto perché giorno dopo giorno vedo che l’obiettivo che mi ero prefissato si sta realizzando. Per quanto riguarda gli italiani in gara, invece, ho la massima fiducia in tutti e se qualcuno, come mi auguro, dovesse centrare la vittoria, sarebbe la classica ciliegina sulla torta”.
Non solo golf: villaggio, musica ed eventi per il pubblico
Tra le principali novità dell’edizione 2026 spicca la volontà di ampliare l’esperienza degli spettatori oltre il semplice aspetto agonistico.“Partiamo da questo presupposto: dopo l’Argentario ho chiesto al nostro staff di pensare ad un Open nuovo, diverso come immagine e contenuti. L’obiettivo era quello di rendere sempre più inclusivo il nostro sport e qualcosa di nuovo si vedrà. In particolar modo abbiamo voluto dedicare maggiore attenzione a eventi che faranno da contorno alla manifestazione sportiva. Abbiamo creato un villaggio commerciale con una filosofia diversa e che sia in grado di ospitare e intrattenere, anche dopo la gara, tutti gli spettatori. Abbiamo pensato alla musica, quindi ci saranno eventi After Time e altri appuntamenti che preferirei non svelare in anticipo. Ci sarà la possibilità di provare dal vivo la nostra campagna marketing GolfPop che ci sta dando grandi soddisfazioni. In accordo con il Comune di Torino e con diversi Circoli non solo piemontesi, apriremo le porte a tanti ragazzi riservando loro diverse sorprese. Insomma, l’obiettivo è che ci sia un coinvolgimento molto forte con tutti coloro che verranno a vedere questa importante manifestazione, senza ovviamente perdere di vista l’aspetto tecnico e lo spettacolo che sapranno offrire i giocatori”.
Grandi nomi attesi all’Open d’Italia
L’entry list del torneo promette un livello tecnico di alto profilo. Tra i giocatori già annunciati figurano Luke Donald, Danny Willett, Clarke Neville e i fratelli Molinari. La Federazione ha inoltre anticipato ulteriori annunci ufficiali nei giorni precedenti all’evento, lasciando intendere la possibile presenza di altri protagonisti del circuito internazionale.“Alcuni nomi come Clarke Neville, Luke Donald, i fratelli Molinari e Danny Willett sono già usciti, ma consentitemi di fare un primo annuncio ufficiale durante la conferenza stampa di presentazione. Per il momento posso dire di essere molto contento dei tanti sì che abbiamo ricevuto e a breve sveleremo altre sorprese. La nostra capacità organizzativa legata a questo evento diventerà un’occasione irrinunciabile all’interno del tour e per questo voglio ringraziare tutti coloro che si sono attivati affinché venissero coinvolti grandi campioni”.
Il sogno di una vittoria italiana
Tra i temi più attesi resta quello legato alla possibilità di vedere un golfista italiano trionfare davanti al pubblico di casa. Francesco Molinari, vincitore dell’Open nel 2006 e nel 2016, ha già scherzato sulla coincidenza temporale che potrebbe riportarlo al successo dieci anni dopo l’ultima affermazione. Cerchiai non si sbilancia, ma si dice convinto che il golf italiano abbia oggi tutte le qualità necessarie per competere ai massimi livelli e conquistare nuovamente il titolo.
L’invito del presidente FIG è rivolto a tutti gli appassionati e ai curiosi che desiderano avvicinarsi a questo sport. L’edizione 2026 del DS Automobiles 83° Open d’Italia si presenta come un evento che punta a unire agonismo, spettacolo e partecipazione, con l’ambizione di inaugurare una nuova fase per il golf italiano.









