Immerso nella splendida cornice naturale del Parco di Veio, il Golf Club Parco di Roma rappresenta un’oasi di tranquillità e raffinatezza a pochi minuti dal centro della Città Eterna. Un luogo in cui la passione per il golf si fonde armoniosamente con la bellezza della campagna romana, regalando un’esperienza sportiva e sensoriale senza pari.
Inaugurato nel 1999, il Golf Club Parco di Roma è stato progettato dall’illustre architetto americano P.B. Dye, la cui firma ha dato vita a un percorso di 18 buche, par 72, pensato per esaltare le caratteristiche naturali del paesaggio circostante. Il campo si sviluppa su dolci colline, con fairway tecnici e green ampi che richiedono strategia e precisione. La vista panoramica a 360 gradi regala scorci mozzafiato sulla Cupola di San Pietro e sulle vestigia della Roma antica, rendendo ogni partita un viaggio tra sport e storia.
Il club offre un’ampia gamma di strutture dedicate ai golfisti di ogni livello. Il campo pratica è uno dei più completi della regione, con oltre 50 postazioni, due putting green, aree per il pitching e bunker di allenamento. Questi spazi permettono ai soci e agli ospiti di affinare la propria tecnica in un ambiente professionale e accogliente.
Oltre all’esperienza sportiva, il Parco di Roma Golf Club è sinonimo di eleganza e ospitalità. La Club House, con il suo design raffinato e gli ambienti accoglienti, è il punto d’incontro perfetto per rilassarsi dopo una partita. Il ristorante The Club, propone piatti della tradizione italiana realizzati con ingredienti freschi e selezionati, offrendo un’esperienza gastronomica in linea con lo stile esclusivo del club.

Per approfondire gli aspetti tecnici e strategici del Golf Club Parco di Roma, abbiamo intervistato Mattia Bonafede, Segretario sportivo del circolo. La sua esperienza nel golf, unita a una profonda conoscenza del campo e delle sue peculiarità, lo rendono la persona ideale per guidarci alla scoperta di tutti i segreti di questo straordinario percorso.
Allora Mattia, quali sono le peculiarità tecniche che i golfisti trovano più stimolanti o impegnative nel percorso?
Il percorso del Parco di Roma è sicuramente un campo molto stimolante per qualsiasi tipologia di giocatore; è un tracciato molto tecnico, sviluppato su un terreno abbastanza mosso, con green ampi che presentano molteplici pendenze. La particolarità del percorso sono sicuramente gli oltre 150 bunkers a difesa di green e fairway, che donano campo un’estetica unica nel suo genere.
Quali sono le buche più iconiche e quali consigli darebbe per affrontarle al meglio?
La buca 3 credo sia una delle buche che rimane più impressa ai giocatori che affrontano il nostro campo, sia per la sua difficoltà sia per il paesaggio. E’ una buca dove ci sono due ampi valloni da superare con il primo colpo e con il colpo al green; obbliga i giocatori più lunghi a piazzare con un ferro lungo o un ibrido la palla in fairway dal tee-shot, lasciandosi un colpo medio/lungo al green diviso su due livelli, difeso da molti bunkers profondi.
Per i giocatori meno esperti la difficoltà maggiore è superare il primo vallone per raggiungere il fairway dal battitore, dovendo poi posizionarsi nella parte sinistra della buca con il secondo colpo, costeggiando il secondo vallone, per poi approcciare al green con il terzo colpo.
Altre buche iconiche sono la buca 7, un lungo par 3 in discesa con il green “sovrastato” da un’antica torre di guardia medievale e sicuramente la buca 14, un altro par 3 del percorso, dal cui green si può ammirare la cupola della Basilica di San Pietro

Quali sono gli aspetti strategici più importanti per affrontare il campo del Parco di Roma?
Per affrontare al meglio il campo del Parco di Roma credo sia molto importante su molte buche il piazzamento del primo colpo, che spesso permette un colpo al green più agevole; un altro aspetto di rilievo è quello di cercare di raggiungere i green nel settore dove si trova la buca, essendo questi ultimi morfologicamente molto ampi e mossi.
Qual è il consiglio più importante che darebbe a chi vuole migliorare il proprio gioco?
Gli aspetti tecnici per migliorare il proprio gioco possono essere molteplici, ma sicuramente credo che affinare il proprio gioco corto e il putt sia un aspetto fondamentale per la crescita di un giocatore.
Se dovessi descrivere il Golf Club Parco di Roma con tre parole, quali sarebbero?
Affascinante, per il contesto paesaggistico dentro cui è collocato), unico, perchè incastonato al centro di una della città più belle al mondo), autorevole, perchè più di altri percorsi deve essere affrontato con “rispetto”.
Coniugando sport, natura e lusso, il Parco di Roma Golf Club si distingue come una delle realtà golfistiche più prestigiose d’Italia. Un luogo in cui la tecnica del gioco si intreccia con il fascino della storia e la bellezza del paesaggio, offrendo ai suoi soci e visitatori un’esperienza indimenticabile.









