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Quando si parla di golf tradizionale, soprattutto in Scozia e Irlanda, il termine “links” spunta sempre fuori. Ma cosa significa realmente? E perché i campi da golf si chiamano così? Il termine “links” ha radici antiche: deriva dall’inglese arcaico “hlinc”, che indicava un’area di terra sabbiosa e ondulata, situata tra la costa e le zone coltivate. Questi terreni erano incoltivabili a causa del suolo povero e delle condizioni climatiche rigide, ma erano perfetti per ospitare il gioco del golf, nato proprio in queste aree selvagge.
Links: non un semplice campo, ma uno stile di golf
Un campo da golf links è caratterizzato da:
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Posizione costiera, spesso con vista sull’oceano;
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Terreno naturale ondulato, senza grandi interventi di modellamento;
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Erba resistente al vento e alle intemperie;
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Assenza di alberi e presenza di dune e ostacoli naturali;
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Influenza costante del vento, che rende ogni partita diversa.
In poche parole, i links sono il golf nella sua forma più pura, dove il campo si adatta alla natura e non il contrario.
Perché oggi si usano ancora i “links”
Oggi il termine viene usato soprattutto per distinguere i campi da golf tradizionali da quelli più moderni, spesso costruiti lontano dalla costa con terreni modellati artificialmente. I links golf courses sono rimasti sinonimo di autenticità, fascino selvaggio e sfida tecnica.
Se ti stai chiedendo perché i campi da golf si chiamano links, la risposta sta nella storia e nella natura: si tratta di percorsi nati sui terreni di confine tra mare e terra, dove il golf ha trovato la sua culla.








