Al Golf Nazionale di Sutri, il clima era intriso di commozione e rispetto. Bandiere a mezz’asta e una sirena che rimbomba nel silenzio del green: i professionisti del golf hanno osservato un minuto di raccoglimento per Franco Chimenti, scomparso a 85 anni dopo aver condotto la Federazione Italiana Golf a nuove vette e aver portato in Italia un evento epocale come la Ryder Cup. La sua immagine, accanto al putting green, sembrava vigilare silenziosa su un campo che per anni ha contribuito a rendere grande.
Interrotto il tributo, una seconda sirena ha richiamato i giocatori alle proprie posizioni per completare il secondo e ultimo round, ridotto a 36 buche per via delle condizioni meteorologiche avverse del giorno prima. Nonostante la pioggia e il vento, Marco Florioli ha saputo trasformare la difficoltà in opportunità. Il giovane bergamasco, alla sua seconda gara da professionista, ha sfoderato una performance di grande maturità, conquistando la vittoria e il primo premio di 7.250 euro.
«È stato fondamentale mantenere la calma e adattarmi alle condizioni», ha raccontato Florioli. «Ho scelto il legno 3 al posto del ferro per evitare il driver, privilegiando la precisione. Con il vento e la pioggia, ogni colpo richiedeva un controllo millimetrico». La sua tattica si è rivelata vincente: ha dominato le prime quattordici buche con due birdie e un eagle, prima che la sirena interrompesse il gioco. Nella ripresa, con quattro buche ancora da giocare, ha perso un colpo ma ha mantenuto il sangue freddo, dimostrando una resilienza non comune per un ragazzo di appena 19 anni.
La vittoria di Marco non è solo un successo personale, ma un richiamo alla storia della sua famiglia: esattamente trent’anni fa, suo padre Massimo si laureava campione su questo stesso campo. Un destino che sembra scritto, ma che il giovane Florioli affronta con umiltà e determinazione. Dopo un periodo di studio negli Stati Uniti, è tornato in Italia, prendendo la carta per l’Alps Tour e affrontando diverse gare come amateur. Ora punta al DP World Tour, dove sogna di affermarsi definitivamente.
«Devo migliorare ancora molto, soprattutto sul green», ha confessato. Ma se queste sono le premesse, il futuro sembra già scritto: Marco Florioli ha tutte le carte in regola per lasciare un segno indelebile nel mondo del golf.









