Impresa degli Stati Uniti alla Presidents Cup 2026. Sul percorso del Medinah Country Club gli americani completano una rimonta straordinaria nell’ultima giornata, cancellando il 10,5-7,5 con cui la Squadra Internazionale si era presentata ai dodici singoli della domenica. Il team guidato da Brandt Snedeker cambia completamente marcia nel momento decisivo, conquistando nove incontri e pareggiandone uno. Un dominio che vale l’undicesima Presidents Cup consecutiva per gli USA.
La rimonta americana nei singoli
Medinah torna così a essere teatro di una rimonta memorabile, questa volta favorevole agli Stati Uniti. Cameron Young apre la giornata superando Ryo Hisatsune 3&2, mentre Scottie Scheffler completa una settimana positiva portando il proprio bilancio complessivo a tre vittorie e una sconfitta.
Pesantissimo anche il successo di Justin Thomas, che conquista cinque delle prime sei buche e trova la sua prima vittoria in singolare nella Presidents Cup. La Squadra Internazionale prova a resistere grazie ai sudcoreani Tom Kim e Sungjae Im, vincitori rispettivamente contro Wyndham Clark e Sam Burns, ma la reazione non basta.
Gli americani dilagano soprattutto negli ultimi sette match, nei quali raccolgono sei vittorie e un pareggio. Patrick Cantlay piega Adam Scott 2&1, Chris Gotterup supera Christiaan Bezuidenhout, mentre il debuttante Jackson Koivun batte Si Woo Kim e termina la competizione imbattuto con un record di 2-0-1.
Bridgeman firma il punto della vittoria
Tra i momenti chiave anche la rimonta di Collin Morikawa contro Hideki Matsuyama: l’americano recupera nel finale e chiude 1 up grazie anche alle buche 15 e 18. Xander Schauffele supera invece Ryan Fox 2&1.
A mettere definitivamente le mani sulla coppa è Jacob Bridgeman, capace di battere Min Woo Lee 1 up grazie al par realizzato sull’ultima buca. È il punto che trasforma la grande rimonta degli Stati Uniti nel trionfo definitivo.
La domenica perfetta cancella così il vantaggio costruito dalla Squadra Internazionale, avanti 7-3 dopo i foursome del venerdì e ancora 10,5-7,5 alla vigilia dei singoli. Per il capitano Geoff Ogilvy resta il rammarico di aver visto sfumare un’occasione importante proprio sul più bello.
Per Snedeker, invece, Medinah assume un significato particolare: nel 2012 aveva fatto parte della squadra statunitense protagonista del crollo contro l’Europa in Ryder Cup. Quattordici anni dopo, sullo stesso palcoscenico, il copione si ribalta. Questa volta la rimonta è americana e vale un’altra Presidents Cup per gli Stati Uniti.









