L’Open Championship 2026 mette in palio un montepremi ancora più ricco. La R&A ha ufficializzato un prize money complessivo di 17,75 milioni di dollari, con 3,2 milioni destinati al vincitore del torneo che si disputerà al Royal Birkdale. L’incremento rispetto all’edizione 2025 conferma la crescita economica del torneo, anche se l’organizzazione continua a difendere una politica di equilibrio tra premi ai professionisti e investimenti nello sviluppo del golf.
Montepremi in crescita, ma la R&A guarda oltre i premi
Il vincitore del British Open 2026 incasserà 3,2 milioni di dollari, ovvero 100.000 dollari in più rispetto al 2025, mentre il montepremi totale sale da 17 a 17,75 milioni di dollari. Un aumento significativo che segue il trend dei grandi tornei dello Slam, sebbene la R&A mantenga una posizione prudente sull’escalation dei premi.
L’amministratore delegato Mark Darbon ha spiegato che il montepremi rappresenta solo una parte dell’esperienza offerta ai giocatori. L’organizzazione, infatti, continua a investire nelle strutture, nei servizi e nell’assistenza durante la settimana dell’Open Championship, elementi che molti professionisti considerano un punto di riferimento nel panorama internazionale.
Darbon ha inoltre ricordato che la R&A reinveste i ricavi generati dall’Open nello sviluppo del golf, sostenendo programmi dedicati alla crescita dello sport a livello dilettantistico e giovanile. Secondo il dirigente, trovare il giusto equilibrio tra ricompensare i migliori giocatori e finanziare il futuro del golf resta una priorità.
Il confronto con gli altri Major
Nonostante l’approccio più cauto della R&A, anche il British Open continua ad aumentare il proprio prize money. Tuttavia, il torneo resta ancora alle spalle di altri Major per quanto riguarda il premio destinato al campione.
Nel 2026 il Masters Tournament e lo U.S. Open mettono in palio un montepremi di 22,5 milioni di dollari, con 4,5 milioni riservati al vincitore, mentre il PGA Championship offre 20,5 milioni complessivi e 3,69 milioni al campione.
Al di là dell’aspetto economico, conquistare la Claret Jug e il prestigioso titolo di “Champion Golfer of the Year” continua a rappresentare uno dei riconoscimenti più ambiti del golf mondiale, con un valore sportivo destinato a durare ben oltre il premio in denaro.
L’evoluzione dei premi al Royal Birkdale
La crescita del montepremi dell’Open Championship emerge chiaramente osservando la storia del torneo disputato al Royal Birkdale. Nel 1954 il montepremi complessivo era di appena 3.500 sterline, con 750 sterline al vincitore Peter Thomson.
Negli anni successivi i compensi sono aumentati costantemente: dalle 45.000 sterline del 1971, vinte da Lee Trevino, alle 310.000 sterline del 1983 conquistate da Tom Watson, fino agli 1,8 milioni di sterline del 1998, quando trionfò Mark O’Meara.
Nel 2008 il vincitore Padraig Harrington ricevette 1 milione di dollari, mentre nel 2017 Jordan Spieth incassò 1,845 milioni di dollari, anno in cui la R&A iniziò a corrispondere ufficialmente i premi in valuta statunitense. L’edizione 2026 conferma così una crescita costante dei compensi, pur mantenendo la filosofia della R&A di destinare una parte consistente dei ricavi allo sviluppo dell’intero movimento golfistico.









