Il ventottenne golfista inglese Harry Hall ha annunciato nei giorni scorsi tramite i propri profili social di aver sottoscritto un accordo di sponsorizzazione con lo storico brand Lyle & Scott di durata triennale a partire da questa stagione, che vedrà il giocatore impegnarsi in diversi tornei su PGA Tour e DP World Tour. “Lyle & Scott vende due cose, autenticità e credibilità” ha affermato Nial Conlan direttore del marchio nel settore delle sponsorizzazioni, “per noi, quindi, è importante avere avere un atleta come Harry che può essere autenticamente così com’è; in più, da parte nostra possiamo fornirgli una piattaforma che lui non possiede e, da parte sua, può assicurare eccellenza nel golf, che è qualcosa in cui noi siamo sempre interessati”.
Il marchio va così ad allinearsi ad altri sponsor personali del giocatore, come ad esempio Hard Rock. L’accordo prevede la produzione di una gamma di prodotti esclusivi che riguardano in particolare maglieria e polo, nell’ottica di unire le origini di Hall con quelle di Lyle & Scott; infatti, il britannico attuale numero 59 del ranking mondiale si è sempre contraddistinto sul campo per il suo look tradizionale indossando il classico copricapo basco per onorare Jim Barnes, vincitore di 4 tornei Major e legato al West Cornwall Golf Club, nel quale crebbe anche lo stesso Hall. La linea di abbigliamento comprende capi che richiamano, appunto, la tradizione e la storia, come ad esempio gilet, cardigan e polo, a discapito dei classici indumenti tipici del tour molto usati al giorno d’oggi.
L’obiettivo del marchio inglese è quello di aumentare la propria presenza nel golf in giro per il mondo, considerato anche che il giocatore disputerà tutti i più importanti tornei di questa stagione; il significato di questo accordo è da ritrovarsi nella volontà di unire l’eredità britannica di Lyle & Scott con la storia personale di Hall, focalizzandosi sullo stile senza trascurare, però, la performance. La casa di abbigliamento, infatti, porta con sé 150 anni di storia ed è stata indossata tra gli anni Sessanta e Novanta da giocatori del calibro di Jack Nicklaus, Greg Norman, Gary Player e Ian Baker-Finch.









