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Il Masters Augusta 2026 consegna al golf una delle sue domeniche più significative degli ultimi anni, tra qualità tecnica, gestione mentale e un livello competitivo rimasto alto fino alle ultime buche. Sul percorso dell’Augusta National Golf Club, Rory McIlroy costruisce una vittoria che unisce solidità ed esperienza, confermando il proprio status ai vertici del gioco mondiale. Il nordirlandese centra così il secondo successo consecutivo nel torneo, un risultato riuscito prima solo a Jack Nicklaus, Nick Faldo e Tiger Woods.
La giornata finale si apre con difficoltà evidenti. McIlroy paga un doppio bogey alla 4 e un bogey alla 6, scivolando rapidamente sopra il par e lasciando spazio agli inseguitori. In quel momento il leaderboard cambia più volte volto, con Cameron Young e Justin Rose capaci di inserirsi nella lotta per il titolo. La reazione del nordirlandese arriva però nella seconda parte di gara: gioco più pulito, ritmo ritrovato e un parziale in -4 sulle ultime nove buche che gli consente di chiudere il giro in -2 e il torneo a -13, margine sufficiente per il successo.

McIlroy e Augusta, da sfida aperta a dominio consolidato
A fine giro, il nordirlandese sottolinea anche gli aspetti meno visibili della prestazione: “Il golf agonistico si gioca principalmente su un campo di cinque pollici e mezzo: lo spazio tra le tue orecchie”, una sintesi del lavoro mentale che ha accompagnato il suo percorso ad Augusta. Un rapporto che per anni è stato complicato, quasi irrisolto, e che oggi si è trasformato in familiarità: “Questo posto mi sembra il mio campo di casa”, ha spiegato, raccontando anche la preparazione nelle settimane precedenti, tra voli privati verso la Georgia e ritorni in giornata per la vita quotidiana con la famiglia.
Nel post gara emergono anche consapevolezza e determinazione: “Mi sta ancora bene, il che è un’ottima cosa”, ha detto McIlroy, aggiungendo “Non avevo del tutto ragione”, riconoscendo come il percorso verso il successo sia stato costruito nel tempo. L’obiettivo era chiaro: “Volevo tornare qui e dimostrare che l’anno scorso non è stato un caso isolato”. Il risultato finale dà peso alle sue parole: “Non riesco ancora a credere di aver aspettato 17 anni per ottenere una Giacca Verde, e di averne vinte due di fila. Penso che tutta la mia perseveranza in questo torneo di golf nel corso degli anni stia finalmente dando i suoi frutti.”
Scheffler si conferma fenomeno, Rose si ferma all’Amen Corner
Alle sue spalle si conferma Scottie Scheffler, che costruisce il secondo posto con un ultimo giro solido e senza sbavature, chiuso in -4 per un totale di -11. Più complesso il finale di Justin Rose, tra i più brillanti nella prima metà di gara ma rallentato nel passaggio decisivo dell’Amen Corner, dove due bogey consecutivi compromettono le possibilità di vittoria. L’inglese resta comunque nel gruppo dei terzi a -10 insieme a Young, Russell Henley e Tyrrell Hatton. Il torneo mantiene equilibrio anche nelle posizioni immediatamente a ridosso del podio, con Collin Morikawa e Sam Burns a -9, seguiti da Max Homa e Xander Schauffele a -8.
Per McIlroy il successo ad Augusta rappresenta il sesto titolo major in carriera e conferma una fase di continuità ai massimi livelli. La vittoria vale 4,5 milioni di dollari e 750 punti FedEx Cup, oltre a rafforzare il suo peso nel panorama internazionale.









