Ci troviamo nella periferia occidentale di Chicago, a circa un’ora di auto dal centro, dove sta prendendo forma un progetto che incarna una rivoluzione unica nella storia del gioco del golf. Bertrand Quentin ha 65 anni, fa l’ingegnere forestale e vive a Montreal in Canada; data la sua localizzazione geografica non può giocare ed allenarsi per tutti e i 12 mesi dell’anno visto che gli inverni sono talmente lunghi e rigidi da non potergli permettere di farlo. In seguito a numerosi sollecitamenti di amici vari e grazie al suo socio Alain Desrochers, ha trovato una soluzione a questo problema: perché non costruire il primo campo da golf indoor di sempre?
E così è nato Megalodome Golf, un complesso strutturale che dà vita ad un percorso di 9 buche par 30. Il progetto comprende 4 hangar collegati tra loro (di lunghezza pari a 275 metri e larghi circa 90 metri con di altezza 33 metri) suddivisi in tre che ne accolgono il campo e uno che è invece dedicato all’allenamento, comprendente un’area per il gioco corto dotata di chipping green e bunker e putting green, con piu 50 stazioni di 250 metri di driving range; a dividere queste due zone, poi, si trova la clubhouse che offre vista su entrambe le aree, una zona lounge con bar e pro shop e spogliatoio, affiancati da hospitality e box privati.
Il percorso in sé prevede 6 buche par 3 e 3 buche par 4 disegnato da Huxham Design Golf Inc. in stile desertico con dettagli veri e propri come palme, cactus, laghetti e bunker con vera sabbia; l’erba è artificiale ma presenta delle caratteristiche che la rendono molto simile a quella vera in termini di rimbalzo e rotolo della palla. Le buche si suddividono in lunghezza compresa tra i 90 e i 145 metri per i par 3 e tra i 245 e i 255 metri per i par 4. L’illuminazione del campo è modificabile e personalizzabile per permettere anche il gioco notturno, dato che l’orario di apertura sarà dalle 6 del mattino fino a mezzanotte.
I punti di forza di questo intero progetto riguardano la possibilità di eliminare tutti i fattori climatici, come pioggia o ghiaccio, permettere di avere più ore di gioco a disposizione ed una minore manutenzione da effettuare sul campo, garantendo il gioco per tutti i mesi dell’anno e contribuendo alla diffusione locale e nazionale del golf. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla possibilità di offrire una maggiore velocità di gioco in quanto un round di 9 buche viene stimato di 90 minuti e, di conseguenza, totalizzando circa 3 ore per il giro completo; non si conoscono ancora i prezzi dei green fee che varieranno in base alle diverse stagioni ma si conta di finire il progetto per l’autunno del 2027. I due ideatori stanno portando avanti discussioni con diversi gruppi finanziatori e hanno lanciato un fondo di investimento di 50 milioni per procedere al completamento dell’opera.









