La pallina da golf torna al centro di una delle discussioni più importanti degli ultimi anni. E il tanto discusso rollback, così come era stato inizialmente immaginato, potrebbe non essere più l’unica strada.
PGA Tour e DP World Tour stanno lavorando insieme a USGA e R&A per individuare una soluzione capace di contrastare l’aumento delle distanze nel golf professionistico senza necessariamente produrre lo stesso impatto sull’intero movimento.
Il punto di partenza resta condiviso: ai massimi livelli la distanza continua ad aumentare e gli organismi ritengono necessario affrontare il fenomeno.
È invece il modo in cui farlo a essere tornato in discussione. Tra le possibilità che saranno valutate c’è anche il ricorso a una Model Local Rule, una soluzione che potrebbe consentire di intervenire in maniera più mirata sul golf d’élite.
Perché il rollback è tornato in discussione
La questione nasce dalla decisione annunciata nel dicembre 2023 da USGA e R&A di modificare i parametri dell’Overall Distance Standard (ODS) utilizzato per verificare la conformità delle palline. L’obiettivo era contenere progressivamente l’aumento delle distanze attraverso condizioni di test più severe.
Il progetto aveva però suscitato forti discussioni, soprattutto perché avrebbe finito per coinvolgere non soltanto i professionisti ma anche milioni di golfisti dilettanti. Nel corso del 2026 il confronto si è quindi riaperto.
PGA Tour, DP World Tour, Player Advisory Council e organismi di governo hanno riconosciuto tre elementi fondamentali: la distanza continua ad aumentare nel golf d’élite; i Tour nutrono dubbi sul fatto che il nuovo test ODS possa ottenere pienamente l’effetto desiderato; esiste la volontà comune di valutare soluzioni alternative capaci di incidere maggiormente sui professionisti riducendo contemporaneamente l’impatto sul mercato complessivo del golf. È quest’ultimo punto a rendere particolarmente interessante il nuovo scenario.
L’ipotesi di una regola soltanto per i professionisti
Tra le alternative espressamente indicate compare la possibilità di utilizzare una Model Local Rule.
In termini semplici, invece di modificare necessariamente le caratteristiche della pallina utilizzata da tutti i golfisti, potrebbe essere introdotta una regola applicabile in determinate competizioni. Questo aprirebbe nuovamente la strada a una forma di biforcazione, con condizioni differenti tra il golf professionistico d’élite e quello giocato normalmente dagli amateur.
Non significa che questa soluzione sia stata scelta. USGA e R&A hanno precisato che verrà analizzata una gamma di possibili alternative e che la Model Local Rule è soltanto una delle opzioni sul tavolo. Ma la sua presenza nel confronto rappresenta comunque un cambiamento significativo rispetto all’impostazione originaria.
Cosa potrebbe cambiare per il golfista amateur
Ed è probabilmente questa la domanda che interessa maggiormente milioni di giocatori: dovremo davvero utilizzare una pallina più corta? Al momento non c’è una risposta definitiva.
Una delle ragioni che hanno portato alla riapertura del confronto è proprio la volontà di trovare una soluzione che abbia un impatto significativo sulla distanza nel golf d’élite, riducendo al minimo le conseguenze sul mercato generale.
Se alla fine prevalesse un sistema basato su una Model Local Rule destinata alle competizioni professionistiche, l’impatto per il golfista comune potrebbe essere molto diverso rispetto al rollback universale originariamente annunciato. Ma si tratta ancora di uno scenario allo studio, non di una decisione.
Perché PGA Tour e DP World Tour hanno dei dubbi
Il PGA Tour aveva già manifestato perplessità sull’aumento della velocità utilizzata nei test di conformità delle palline. Il Tour aveva sostenuto che alcuni parametri proposti non fossero proporzionati rispetto all’effettivo incremento della velocità registrato attraverso i propri dati ShotLink.
Adesso la posizione si è evoluta ulteriormente. Non viene messo in discussione il problema della distanza in sé. Il dubbio riguarda piuttosto quale strumento sia realmente in grado di rallentarne la crescita futura senza produrre conseguenze indesiderate sull’intero ecosistema del golf.
Da qui la ricerca di una soluzione condivisa.
Il 2030 diventa la nuova data chiave
Una cosa, invece, è già stata stabilita. Non ci saranno modifiche all’attuale sistema di test ODS prima di gennaio 2030.
La precedente ipotesi prevedeva un’implementazione in due fasi, inizialmente per il golf d’élite e successivamente per il resto dei giocatori. Dopo la consultazione con l’industria, è emerso un sostegno maggioritario verso una data unica.
USGA e R&A hanno quindi congelato qualsiasi modifica fino al 2030 mentre continueranno a studiare, insieme ai principali Tour e agli altri stakeholder, possibili soluzioni alternative.









