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	<title>Golf Lifestyle | Golf Magazine</title>
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	<description>Ultime Notizie Golf - Risultati live, gare, Masters, PGA e European Tour</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Mar 2026 08:28:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Golf Lifestyle | Golf Magazine</title>
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	<item>
		<title>Callaway svela la collezione Spring 2026: stile per la primavera del golf</title>
		<link>https://golf-magazine.it/callaway-svela-la-collezione-spring-2026-stile-per-la-primavera-del-golf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Gravini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 08:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/PATRONSONLY_MAIN-1055x800.jpg"></p>
<p data-start="113" data-end="541">Callaway, sviluppata dal leader globale della moda Perry Ellis International, è lieta di presentare la <strong>collezione Spring 2026 Patrons Welcome</strong>, che porta una ventata di stile e performance nel mondo del golf. La collezione sarà indossata dal professionista del PGA TOUR e ambasciatore di Callaway, <strong>Max Greyserman,</strong> che la debutterà durante i tornei ufficiali, segnando l’ingresso di questa nuova ed entusiasmante linea.</p>
<p data-start="543" data-end="1015">La collezione Patrons Welcome è una vera e propria celebrazione della stagione, ispirata dalle ricche tradizioni e dall’atmosfera vivace che definiscono i momenti più attesi del calendario del golf. I capi combinano motivi stagionali con il logo distintivo Chev, creando un perfetto equilibrio tra stile classico e performance moderna. Il risultato è una collezione che cattura lo spirito della primavera pur rimanendo fedelmente legata all’eredità di Callaway nel golf.</p>
<p data-start="1017" data-end="1439"><em>“Abbiamo creato qualcosa di più di una semplice collezione di abbigliamento; abbiamo realizzato un omaggio al fascino e all’eleganza che rendono questo periodo dell’anno così speciale per i golfisti di tutto il mondo”,</em> ha dichiarato <strong>Oscar Feldenkreis,</strong> CEO di Perry Ellis International. “<em>Questa linea unisce le rinomate innovazioni tecniche di Callaway con design che riflettono la nostra profonda passione per il gioco.”</em></p>
<p data-start="1017" data-end="1439"><img class="alignnone size-full wp-image-22807" src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/One-Pimento-Two-Pimento.Green-Polo.jpg" alt="" width="800" height="800" /></p>
<h2 data-start="1441" data-end="1534"><strong data-start="1441" data-end="1532">Stile ispirato alla tradizione e innovazione moderna</strong></h2>
<p data-start="1536" data-end="1975">La collezione Spring 2026 Patrons Welcome fonde lo stile ispirato alla tradizione con performance all’avanguardia. La selezione di polo, t-shirt e capi per il layering è pensata per incorporare elementi che risuonano sia con i tifosi del gioco che con i golfisti attenti alla moda. Sia che si tratti di un round sul campo o di un momento di relax con gli amici, questi capi offrono performance da tour con uno stile distintivo e giocoso.</p>
<p data-start="1977" data-end="2024"><strong>I capi principali della collezione includono:</strong></p>
<ul data-start="2026" data-end="2686">
<li data-section-id="1iajm40" data-start="2026" data-end="2252">
<p data-start="2028" data-end="2252"><strong data-start="2028" data-end="2051">Azalea Gingham Polo</strong>: Una rivisitazione sofisticata del classico motivo a quadri gingham, questa polo presenta una vibrante sovrapposizione floreale ispirata alle azalee in fiore, aggiungendo un tocco di charme del Sud.</p>
</li>
<li data-section-id="1e2vykv" data-start="2253" data-end="2451">
<p data-start="2255" data-end="2451"><strong data-start="2255" data-end="2282">Pimento Mini Print Polo</strong>: Un omaggio discreto a una delle tradizioni culinarie più amate nel golf, questa polo bilancia perfettamente l’eleganza sobria con uno stile deliziosamente alla moda.</p>
</li>
<li data-section-id="192oat4" data-start="2452" data-end="2686">
<p data-start="2454" data-end="2686"><strong data-start="2454" data-end="2489">Signature Chev Micro Print Polo</strong>: Un must-have per il guardaroba di ogni golfista, questa polo sfoggia il logo iconico Callaway Chev in un sofisticato motivo micro ripetuto, rifinito con colori stagionali per un look raffinato.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2688" data-end="2955">La collezione Spring 2026 Patrons Welcome è già disponibile presso selezionati pro shop e negozi al dettaglio, con disponibilità limitata, per permettere ai golfisti di aggiungere un tocco di freschezza alla loro guardaroba in vista della prossima stagione di golf.</p>
<p data-start="2688" data-end="2955"><img class="alignnone size-full wp-image-22808" src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Azalea-Gingham-Polo-in-Peacoat.jpg" alt="" width="1200" height="800" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/callaway-svela-la-collezione-spring-2026-stile-per-la-primavera-del-golf/">Callaway svela la collezione Spring 2026: stile per la primavera del golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/PATRONSONLY_MAIN-1055x800.jpg"></p><p data-start="113" data-end="541">Callaway, sviluppata dal leader globale della moda Perry Ellis International, è lieta di presentare la <strong>collezione Spring 2026 Patrons Welcome</strong>, che porta una ventata di stile e performance nel mondo del golf. La collezione sarà indossata dal professionista del PGA TOUR e ambasciatore di Callaway, <strong>Max Greyserman,</strong> che la debutterà durante i tornei ufficiali, segnando l’ingresso di questa nuova ed entusiasmante linea.</p>
<p data-start="543" data-end="1015">La collezione Patrons Welcome è una vera e propria celebrazione della stagione, ispirata dalle ricche tradizioni e dall’atmosfera vivace che definiscono i momenti più attesi del calendario del golf. I capi combinano motivi stagionali con il logo distintivo Chev, creando un perfetto equilibrio tra stile classico e performance moderna. Il risultato è una collezione che cattura lo spirito della primavera pur rimanendo fedelmente legata all’eredità di Callaway nel golf.</p>
<p data-start="1017" data-end="1439"><em>“Abbiamo creato qualcosa di più di una semplice collezione di abbigliamento; abbiamo realizzato un omaggio al fascino e all’eleganza che rendono questo periodo dell’anno così speciale per i golfisti di tutto il mondo”,</em> ha dichiarato <strong>Oscar Feldenkreis,</strong> CEO di Perry Ellis International. “<em>Questa linea unisce le rinomate innovazioni tecniche di Callaway con design che riflettono la nostra profonda passione per il gioco.”</em></p>
<p data-start="1017" data-end="1439"><img class="alignnone size-full wp-image-22807" src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/One-Pimento-Two-Pimento.Green-Polo.jpg" alt="" width="800" height="800" /></p>

<h2 data-start="1441" data-end="1534"><strong data-start="1441" data-end="1532">Stile ispirato alla tradizione e innovazione moderna</strong></h2>
<p data-start="1536" data-end="1975">La collezione Spring 2026 Patrons Welcome fonde lo stile ispirato alla tradizione con performance all’avanguardia. La selezione di polo, t-shirt e capi per il layering è pensata per incorporare elementi che risuonano sia con i tifosi del gioco che con i golfisti attenti alla moda. Sia che si tratti di un round sul campo o di un momento di relax con gli amici, questi capi offrono performance da tour con uno stile distintivo e giocoso.</p>
<p data-start="1977" data-end="2024"><strong>I capi principali della collezione includono:</strong></p>

<ul data-start="2026" data-end="2686">
 	<li data-section-id="1iajm40" data-start="2026" data-end="2252">
<p data-start="2028" data-end="2252"><strong data-start="2028" data-end="2051">Azalea Gingham Polo</strong>: Una rivisitazione sofisticata del classico motivo a quadri gingham, questa polo presenta una vibrante sovrapposizione floreale ispirata alle azalee in fiore, aggiungendo un tocco di charme del Sud.</p>
</li>
 	<li data-section-id="1e2vykv" data-start="2253" data-end="2451">
<p data-start="2255" data-end="2451"><strong data-start="2255" data-end="2282">Pimento Mini Print Polo</strong>: Un omaggio discreto a una delle tradizioni culinarie più amate nel golf, questa polo bilancia perfettamente l’eleganza sobria con uno stile deliziosamente alla moda.</p>
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 	<li data-section-id="192oat4" data-start="2452" data-end="2686">
<p data-start="2454" data-end="2686"><strong data-start="2454" data-end="2489">Signature Chev Micro Print Polo</strong>: Un must-have per il guardaroba di ogni golfista, questa polo sfoggia il logo iconico Callaway Chev in un sofisticato motivo micro ripetuto, rifinito con colori stagionali per un look raffinato.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2688" data-end="2955">La collezione Spring 2026 Patrons Welcome è già disponibile presso selezionati pro shop e negozi al dettaglio, con disponibilità limitata, per permettere ai golfisti di aggiungere un tocco di freschezza alla loro guardaroba in vista della prossima stagione di golf.</p>
<p data-start="2688" data-end="2955"><img class="alignnone size-full wp-image-22808" src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Azalea-Gingham-Polo-in-Peacoat.jpg" alt="" width="1200" height="800" /></p><p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/callaway-svela-la-collezione-spring-2026-stile-per-la-primavera-del-golf/">Callaway svela la collezione Spring 2026: stile per la primavera del golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anthony Kim investe nel golf fashion: diventa partner e azionista di Malbon Golf</title>
		<link>https://golf-magazine.it/anthony-kim-investe-nel-golf-fashion-diventa-partner-e-azionista-di-malbon-golf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gioele Moretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 14:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=22621</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/ADE_02_14_26_PSA07344-1200x800.jpg"></p>
<p>Il recente <strong><a href="https://golf-magazine.it/anthony-kim-rinasce-ad-adelaide-vittoria-storica-davanti-a-rahm-e-dechambeau/">vincitore di Adelaide sul LIV Golf tour Anthony Kim</a></strong> ha concluso un accordo di collaborazione con il brand californiano <strong>Malbon Golf</strong> che lo vedrà diventarne anche un azionista di minoranza. Già in precedenza rispetto a questa notizia, il golfista statunitense indossava per scelta propria capi di abbigliamento di questo marchio nei diversi eventi che lo vedevano coinvolto. Kim ha sostituito <strong>Patrick Reed</strong> (in seguito alla rinuncia da parte di quest’ultimo di continuare a competere sul circuito LIV) nella formazione degli 4Aces capitanata da Dustin Johnson e ciò lo ha costretto ad indossare Under Armour, brand uﬃciale del team, per tutta la durata di questa stagione. Considerato che compete anche sul tour asiatico e che gode di un’abbondante esposizione sui propri profili social, però, i limiti del contratto riguardano la presenza di Malbon negli outfit di Kim in tutti gli eventi non facenti parte di LIV e nei giri di pratica del circuito di proprietà del fondo saudita.</p>
<p>Dopo aver vinto l’ultimo torneo, la decisione del 40enne di Los Angeles è stata quella di non concludere un tradizionale accordo di sponsorizzazione tra le parti ma ha voluto anche diventare socio azionario di minoranza dell’azienda. Malbon Golf è un brand creato da Stephen ed Erica Malbon nel 2017 e si è distinto sul PGA Tour grazie alla sua collaborazione con Jason Day, a partire dal 2024; I tratti che lo contraddistinguono riguardano l’utilizzo di tessuti di qualità per dare vita a design moderni mantenendo alto il comfort. Il rapporto tra Kim e il suo fondatore aﬀonda le sue radici nel passato, in quanto i due sono amici di vecchia data e fu proprio Chris Armostrong, l’agente del golfista, a presentarli, facendo nascere un’amicizia che dura ancora oggi; allora Kim era legato al brand Extracurricular e, giunti alla conclusione di questo accordo nel 2025, le due parti hanno ripreso i colloqui per la nascita della suddetta intesa</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/anthony-kim-investe-nel-golf-fashion-diventa-partner-e-azionista-di-malbon-golf/">Anthony Kim investe nel golf fashion: diventa partner e azionista di Malbon Golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/ADE_02_14_26_PSA07344-1200x800.jpg"></p>Il recente <strong><a href="https://golf-magazine.it/anthony-kim-rinasce-ad-adelaide-vittoria-storica-davanti-a-rahm-e-dechambeau/">vincitore di Adelaide sul LIV Golf tour Anthony Kim</a></strong> ha concluso un accordo di collaborazione con il brand californiano <strong>Malbon Golf</strong> che lo vedrà diventarne anche un azionista di minoranza. Già in precedenza rispetto a questa notizia, il golfista statunitense indossava per scelta propria capi di abbigliamento di questo marchio nei diversi eventi che lo vedevano coinvolto. Kim ha sostituito <strong>Patrick Reed</strong> (in seguito alla rinuncia da parte di quest’ultimo di continuare a competere sul circuito LIV) nella formazione degli 4Aces capitanata da Dustin Johnson e ciò lo ha costretto ad indossare Under Armour, brand uﬃciale del team, per tutta la durata di questa stagione. Considerato che compete anche sul tour asiatico e che gode di un’abbondante esposizione sui propri profili social, però, i limiti del contratto riguardano la presenza di Malbon negli outfit di Kim in tutti gli eventi non facenti parte di LIV e nei giri di pratica del circuito di proprietà del fondo saudita.

Dopo aver vinto l’ultimo torneo, la decisione del 40enne di Los Angeles è stata quella di non concludere un tradizionale accordo di sponsorizzazione tra le parti ma ha voluto anche diventare socio azionario di minoranza dell’azienda. Malbon Golf è un brand creato da Stephen ed Erica Malbon nel 2017 e si è distinto sul PGA Tour grazie alla sua collaborazione con Jason Day, a partire dal 2024; I tratti che lo contraddistinguono riguardano l’utilizzo di tessuti di qualità per dare vita a design moderni mantenendo alto il comfort. Il rapporto tra Kim e il suo fondatore aﬀonda le sue radici nel passato, in quanto i due sono amici di vecchia data e fu proprio Chris Armostrong, l’agente del golfista, a presentarli, facendo nascere un’amicizia che dura ancora oggi; allora Kim era legato al brand Extracurricular e, giunti alla conclusione di questo accordo nel 2025, le due parti hanno ripreso i colloqui per la nascita della suddetta intesa<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/anthony-kim-investe-nel-golf-fashion-diventa-partner-e-azionista-di-malbon-golf/">Anthony Kim investe nel golf fashion: diventa partner e azionista di Malbon Golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>McLaren Golf, il colosso dell’automotive entra ufficialmente nel mondo del golf</title>
		<link>https://golf-magazine.it/mclaren-golf-il-colosso-dellautomotive-entra-ufficialmente-nel-mondo-del-golf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marzio Loggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Mclaren-Golf-1112x800.jpg"></p>
<p data-start="87" data-end="531">La storica casa britannica <strong data-start="114" data-end="125">McLaren</strong> amplia i propri orizzonti e annuncia il lancio di <strong data-start="176" data-end="192">McLaren Golf</strong>, una nuova divisione dedicata alle attrezzature premium. L’iniziativa, che unisce l’esperienza di <strong data-start="291" data-end="309">McLaren Racing</strong> e <strong data-start="312" data-end="334">McLaren Automotive</strong>, sarà ufficialmente presentata il 29 aprile e promette di ridefinire gli standard di precisione e innovazione nel settore golfistico, portando sul green il DNA dell’ingegneria ad alte prestazioni.</p>
<h2 data-start="533" data-end="578"><strong>Una nuova frontiera per il marchio McLaren</strong></h2>
<p data-start="580" data-end="994">Conosciuta a livello globale per il suo successo nel motorsport e per la produzione di supercar iconiche, <strong data-start="686" data-end="727"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">McLaren</span></span></strong> compie un passo strategico verso un nuovo segmento sportivo. La nascita di <strong data-start="803" data-end="819">McLaren Golf</strong> rappresenta un’estensione naturale della filosofia aziendale: applicare <strong data-start="892" data-end="932">standard ingegneristici d’eccellenza</strong> e ricerca ossessiva delle performance in contesti innovativi. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: creare <strong data-start="1039" data-end="1111">attrezzature da golf progettate secondo i rigorosi parametri McLaren</strong>, combinando tecnologia avanzata, design sofisticato e materiali di altissima qualità.</p>
<p data-start="1237" data-end="1483">Il progetto nasce dalla sinergia tra due anime del brand: <strong data-start="1295" data-end="1336"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">McLaren Racing</span></span></strong>, simbolo di competitività e performance in Formula 1, e <strong data-start="1393" data-end="1434"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">McLaren Automotive</span></span></strong>, eccellenza nel settore delle supercar di lusso. Trasferire competenze maturate in pista e su strada al campo da golf significa puntare su, <strong>precisione ingegneristica, o<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">ttimizzazione dei materiali, r</span><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">icerca aerodinamica applicata e c</span></strong><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"><strong>ura meticolosa del design</strong>. </span>Una filosofia che mira a ridefinire le aspettative dei golfisti più esigenti, offrendo strumenti capaci di migliorare sensibilmente le prestazioni.</p>
<h2 data-start="1854" data-end="1890"><strong>Le dichiarazioni dei protagonisti</strong></h2>
<p data-start="1892" data-end="2075">A guidare la nuova realtà sarà <strong data-start="1923" data-end="1964"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Neil Howie</span></span></strong>, CEO di McLaren Golf, che ha sottolineato come l’iniziativa vada oltre la semplice produzione di attrezzature:<em>“McLaren Golf è un’impresa di alto livello, guidata dall’ingegneria, che va oltre l’attrezzatura. Stiamo costruendo un marchio fondato sul DNA ad alte prestazioni di McLaren e lo stiamo inserendo in un nuovo contesto sportivo”.</em></p>
<p data-start="2308" data-end="2516">Howie ha evidenziato l’ingresso in azienda di <strong data-start="2354" data-end="2399">menti ingegneristiche di livello mondiale</strong> affiancate da figure di spicco del settore golfistico, con l’obiettivo di creare un brand orientato all’innovazione. Anche <strong data-start="2524" data-end="2565"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nick Collins</span></span></strong>, CEO di McLaren Automotive, ha ribadito la coerenza strategica del progetto:<em>“McLaren ha sempre trasformato l’eccellenza tecnica in esperienze straordinarie. Stiamo portando la stessa filosofia e la applichiamo alla nostra nuova avventura, McLaren Golf”.</em></p>
<p data-start="2825" data-end="3130">Sulla stessa linea <strong data-start="2844" data-end="2885"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Zak Brown</span></span></strong>, CEO di McLaren Racing, che ha definito il passaggio “naturale”, spiegando come trasferire gli standard ingegneristici dalla griglia di partenza al campo da golf rappresenti una nuova opportunità per avvicinare il marchio a un pubblico diverso.</p>
<h2 data-start="3132" data-end="3164"><strong>Lancio ufficiale il 29 aprile</strong></h2>
<p data-start="3166" data-end="3411">Il debutto ufficiale di <strong data-start="3190" data-end="3206">McLaren Golf</strong> è fissato per il 29 aprile, data in cui verranno svelati i primi prodotti della gamma. Ulteriori dettagli sulle caratteristiche tecniche e sulla distribuzione saranno comunicati contestualmente al lancio. Con questa mossa strategica, McLaren punta a posizionarsi come nuovo punto di riferimento nel mercato delle <strong data-start="3521" data-end="3565">attrezzature da golf ad alte prestazioni</strong>, portando sul green la stessa ambizione che da decenni la contraddistingue nel motorsport e nell’automotive di lusso.</p>
<p data-start="3685" data-end="3903" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Meta description:<br data-start="3702" data-end="3705" />McLaren lancia McLaren Golf: la nuova divisione dedicata alle attrezzature da golf ad alte prestazioni. Debutto il 29 aprile con i primi prodotti ispirati al DNA ingegneristico del brand britannico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/mclaren-golf-il-colosso-dellautomotive-entra-ufficialmente-nel-mondo-del-golf/">McLaren Golf, il colosso dell’automotive entra ufficialmente nel mondo del golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Mclaren-Golf-1112x800.jpg"></p><p data-start="87" data-end="531">La storica casa britannica <strong data-start="114" data-end="125">McLaren</strong> amplia i propri orizzonti e annuncia il lancio di <strong data-start="176" data-end="192">McLaren Golf</strong>, una nuova divisione dedicata alle attrezzature premium. L’iniziativa, che unisce l’esperienza di <strong data-start="291" data-end="309">McLaren Racing</strong> e <strong data-start="312" data-end="334">McLaren Automotive</strong>, sarà ufficialmente presentata il 29 aprile e promette di ridefinire gli standard di precisione e innovazione nel settore golfistico, portando sul green il DNA dell’ingegneria ad alte prestazioni.</p>

<h2 data-start="533" data-end="578"><strong>Una nuova frontiera per il marchio McLaren</strong></h2>
<p data-start="580" data-end="994">Conosciuta a livello globale per il suo successo nel motorsport e per la produzione di supercar iconiche, <strong data-start="686" data-end="727"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">McLaren</span></span></strong> compie un passo strategico verso un nuovo segmento sportivo. La nascita di <strong data-start="803" data-end="819">McLaren Golf</strong> rappresenta un’estensione naturale della filosofia aziendale: applicare <strong data-start="892" data-end="932">standard ingegneristici d’eccellenza</strong> e ricerca ossessiva delle performance in contesti innovativi. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: creare <strong data-start="1039" data-end="1111">attrezzature da golf progettate secondo i rigorosi parametri McLaren</strong>, combinando tecnologia avanzata, design sofisticato e materiali di altissima qualità.</p>
<p data-start="1237" data-end="1483">Il progetto nasce dalla sinergia tra due anime del brand: <strong data-start="1295" data-end="1336"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">McLaren Racing</span></span></strong>, simbolo di competitività e performance in Formula 1, e <strong data-start="1393" data-end="1434"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">McLaren Automotive</span></span></strong>, eccellenza nel settore delle supercar di lusso. Trasferire competenze maturate in pista e su strada al campo da golf significa puntare su, <strong>precisione ingegneristica, o<span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">ttimizzazione dei materiali, r</span><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">icerca aerodinamica applicata e c</span></strong><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"><strong>ura meticolosa del design</strong>. </span>Una filosofia che mira a ridefinire le aspettative dei golfisti più esigenti, offrendo strumenti capaci di migliorare sensibilmente le prestazioni.</p>

<h2 data-start="1854" data-end="1890"><strong>Le dichiarazioni dei protagonisti</strong></h2>
<p data-start="1892" data-end="2075">A guidare la nuova realtà sarà <strong data-start="1923" data-end="1964"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Neil Howie</span></span></strong>, CEO di McLaren Golf, che ha sottolineato come l’iniziativa vada oltre la semplice produzione di attrezzature:<em>“McLaren Golf è un’impresa di alto livello, guidata dall’ingegneria, che va oltre l’attrezzatura. Stiamo costruendo un marchio fondato sul DNA ad alte prestazioni di McLaren e lo stiamo inserendo in un nuovo contesto sportivo”.</em></p>
<p data-start="2308" data-end="2516">Howie ha evidenziato l’ingresso in azienda di <strong data-start="2354" data-end="2399">menti ingegneristiche di livello mondiale</strong> affiancate da figure di spicco del settore golfistico, con l’obiettivo di creare un brand orientato all’innovazione. Anche <strong data-start="2524" data-end="2565"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nick Collins</span></span></strong>, CEO di McLaren Automotive, ha ribadito la coerenza strategica del progetto:<em>“McLaren ha sempre trasformato l’eccellenza tecnica in esperienze straordinarie. Stiamo portando la stessa filosofia e la applichiamo alla nostra nuova avventura, McLaren Golf”.</em></p>
<p data-start="2825" data-end="3130">Sulla stessa linea <strong data-start="2844" data-end="2885"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Zak Brown</span></span></strong>, CEO di McLaren Racing, che ha definito il passaggio “naturale”, spiegando come trasferire gli standard ingegneristici dalla griglia di partenza al campo da golf rappresenti una nuova opportunità per avvicinare il marchio a un pubblico diverso.</p>

<h2 data-start="3132" data-end="3164"><strong>Lancio ufficiale il 29 aprile</strong></h2>
<p data-start="3166" data-end="3411">Il debutto ufficiale di <strong data-start="3190" data-end="3206">McLaren Golf</strong> è fissato per il 29 aprile, data in cui verranno svelati i primi prodotti della gamma. Ulteriori dettagli sulle caratteristiche tecniche e sulla distribuzione saranno comunicati contestualmente al lancio. Con questa mossa strategica, McLaren punta a posizionarsi come nuovo punto di riferimento nel mercato delle <strong data-start="3521" data-end="3565">attrezzature da golf ad alte prestazioni</strong>, portando sul green la stessa ambizione che da decenni la contraddistingue nel motorsport e nell’automotive di lusso.</p>
<p data-start="3685" data-end="3903" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Meta description:<br data-start="3702" data-end="3705" />McLaren lancia McLaren Golf: la nuova divisione dedicata alle attrezzature da golf ad alte prestazioni. Debutto il 29 aprile con i primi prodotti ispirati al DNA ingegneristico del brand britannico.</p><p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/mclaren-golf-il-colosso-dellautomotive-entra-ufficialmente-nel-mondo-del-golf/">McLaren Golf, il colosso dell’automotive entra ufficialmente nel mondo del golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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		<title>&#8220;Abitare nel green&#8221;: Proteggere e trasmettere valore nel patrimonio immobiliare</title>
		<link>https://golf-magazine.it/abitare-nel-green-proteggere-e-trasmettere-valore-nel-patrimonio-immobiliare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Immobilgolf]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 18:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=22497</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/005_BOGOGNO_photographer_jacob_sjoman_662A9972__3x2_format_UPD_-1200x800.jpg"></p>
<p>Bentornati al secondo appuntamento di <strong><a href="https://immobilgolf.com/">Immobilgolf</a> </strong>dedicato a chi vuole gestire il proprio patrimonio immobiliare con consapevolezza e strategia. L’obiettivo è offrirVi risposte chiare, aggiornamenti normativi e strumenti utili per orientarsi con maggiore sicurezza in un mondo complesso, quello della casa e degli investimenti immobiliari. Veniamo al cuore del discorso: come nel golf, dove ogni colpo corto può fare la differenza sul risultato finale, anche nella gestione del patrimonio immobiliare precisione e strategia determinano il raggiungimento dei nostri obiettivi ed il successo. Il patrimonio immobiliare rappresenta, per alcuni, la componente più significativa della ricchezza familiare; per chi invece è agli inizi diventa fondamentale costruire un percorso che limiti i rischi, fatto di prime case, scelte oculate, e sempre, sogni da realizzare. Che si tratti di dimore storiche, seconde case, appartamenti più piccoli o immobili di pregio, ogni bene porta con sé un valore economico e affettivo. Saperlo gestire significa non solo proteggerlo, ma anche farlo crescere in modo sostenibile, garantendo continuità e sicurezza nel tempo. È un lavoro costante, che richiede attenzione, strategie chiare e la capacità di adattarsi alle novità normative e di mercato.</p>
<h2><strong>Famiglia e patrimonio immobiliare: perché serve una strategia </strong></h2>
<p>La gestione del patrimonio immobiliare è prima di tutto una “questione di famiglia”. Le case, le dimore storiche, le seconde case e persino le collezioni d’arte non sono solo beni economici: portano con sé ricordi, emozioni e storie che legano le generazioni. È proprio questa dimensione affettiva che può trasformare le proprietà in fonte di tensioni nei passaggi generazionali, se non accompagnata da una pianificazione chiara e condivisa. Proprietà non facilmente liquidabili, distribuite tra più membri o con documentazioni incomplete richiedono strumenti di tutela efficaci. Come nel golf, dove la precisione dei colpi corti determina il risultato finale, anche nella gestione del patrimonio immobiliare la differenza la fanno strategia e previsione: controllo senza rigidità, liquidità disponibile senza dispersione e regole che proteggano senza imbrigliare.</p>
<h2><strong>Strumenti di tutela: polizze e trust </strong></h2>
<p>Per proteggere il proprio patrimonio, esistono strumenti pratici come le polizze vita, che offrono tutela, liquidità immediata e riservatezza. Un ruolo centrale è svolto dal trust, che consente di trasferire beni a un trustee secondo le indicazioni del disponente, garantendo protezione patrimoniale, continuità e pianificazione della successione. Sul tema, abbiamo approfondito l’argomento con gli avvocati Luigi e Francesco Ferrajoli, esperti tributaristi e in wealth management, riconosciuti per la loro esperienza nella tutela del patrimonio.</p>
<h2><strong>Arte, case e valore nel Green</strong></h2>
<p>Anche l’arte entra in gioco nella gestione del patrimonio: chi possiede collezioni o investe in opere sa quanto conti il contesto e la valorizzazione estetica, così come nella scelta di una dimora di prestigio. Per questo, abbiamo incontrato <strong>Glauco Cavaciuti</strong>, milanese, noto gallerista e collezionista, che ha scelto Bogogno come luogo del buen ritiro ed investimento immobiliare. Le sue risposte offrono una prospettiva preziosa su come arte, benessere e patrimonio si intreccino nel vivere nel green. Glauco nel tuo lavoro unisci tecnica, sensibilità estetica e quella rara intuizione che ti fa riconoscere un’opera “giusta” al primo sguardo.</p>
<p><strong>Quando hai scelto la casa a Bogogno, cosa ha pesato di più? L’occhio del gallerista, l’istinto del collezionista o un richiamo emotivo immediato?</strong></p>
<p><em>«Sono arrivato a Bogogno, invitato dal costruttore, quando le case erano appena state realizzate e me ne sono innamorato subito. È rimasto un luogo del cuore per anni, ma avendo poco tempo libero non sentivo la necessità della “seconda casa” finché ho sentito il bisogno di un rifugio sicuro, bello e protetto. A Bogogno ho trovato privacy, sicurezza, servizi e una qualità costruttiva rara: elementi che, per chi vive a Milano, diventano un vero investimento sul futuro.»</em></p>
<p><strong>Nel mondo dell’arte il contesto cambia il significato di un’opera. Quanto incide il contesto di Bogogno sul valore della tua casa? E il tempo “personale” può diventare prezioso quanto una grande firma d’artista?</strong></p>
<p><em>«Bogogno ti permette di fare una cosa che a Milano è quasi impossibile: staccare davvero. Camminare in un bosco sapendo di essere al sicuro è un lusso immenso. Qui il tempo si dilata, la testa respira. E poi c’è la socialità, i servizi, la possibilità di muoversi senza auto…una golf car è perfetta. Vivere qui significa sentirsi sempre al sicuro, grazie alla vigilanza attiva 24 ore su 24, in case riservate con il proprio giardino, abbastanza vicine da potersi aiutare quando serve. È un modello abitativo che definirei “futuro”: sicuro, sociale, naturale.»</em> I</p>
<p>l prossimo incontro con Glauco Cavaciuti sarà per giocare 9 buche sul campo di Bogogno, durante le quali parleremo di arte, case e di come si costruisce valore nel tempo. Gestire il patrimonio immobiliare significa proteggere il valore dei propri beni, pianificare il futuro e garantire serenità alla famiglia. Come nel golf, il successo non dipende dalla forza del colpo, ma dalla capacità di leggere il terreno, scegliere gli strumenti giusti e mantenere una visione strategica fino all’ultima buca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/abitare-nel-green-proteggere-e-trasmettere-valore-nel-patrimonio-immobiliare/">&#8220;Abitare nel green&#8221;: Proteggere e trasmettere valore nel patrimonio immobiliare</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/005_BOGOGNO_photographer_jacob_sjoman_662A9972__3x2_format_UPD_-1200x800.jpg"></p>Bentornati al secondo appuntamento di <strong><a href="https://immobilgolf.com/">Immobilgolf</a> </strong>dedicato a chi vuole gestire il proprio patrimonio immobiliare con consapevolezza e strategia. L’obiettivo è offrirVi risposte chiare, aggiornamenti normativi e strumenti utili per orientarsi con maggiore sicurezza in un mondo complesso, quello della casa e degli investimenti immobiliari. Veniamo al cuore del discorso: come nel golf, dove ogni colpo corto può fare la differenza sul risultato finale, anche nella gestione del patrimonio immobiliare precisione e strategia determinano il raggiungimento dei nostri obiettivi ed il successo. Il patrimonio immobiliare rappresenta, per alcuni, la componente più significativa della ricchezza familiare; per chi invece è agli inizi diventa fondamentale costruire un percorso che limiti i rischi, fatto di prime case, scelte oculate, e sempre, sogni da realizzare. Che si tratti di dimore storiche, seconde case, appartamenti più piccoli o immobili di pregio, ogni bene porta con sé un valore economico e affettivo. Saperlo gestire significa non solo proteggerlo, ma anche farlo crescere in modo sostenibile, garantendo continuità e sicurezza nel tempo. È un lavoro costante, che richiede attenzione, strategie chiare e la capacità di adattarsi alle novità normative e di mercato.
<h2><strong>Famiglia e patrimonio immobiliare: perché serve una strategia </strong></h2>
La gestione del patrimonio immobiliare è prima di tutto una “questione di famiglia”. Le case, le dimore storiche, le seconde case e persino le collezioni d’arte non sono solo beni economici: portano con sé ricordi, emozioni e storie che legano le generazioni. È proprio questa dimensione affettiva che può trasformare le proprietà in fonte di tensioni nei passaggi generazionali, se non accompagnata da una pianificazione chiara e condivisa. Proprietà non facilmente liquidabili, distribuite tra più membri o con documentazioni incomplete richiedono strumenti di tutela efficaci. Come nel golf, dove la precisione dei colpi corti determina il risultato finale, anche nella gestione del patrimonio immobiliare la differenza la fanno strategia e previsione: controllo senza rigidità, liquidità disponibile senza dispersione e regole che proteggano senza imbrigliare.
<h2><strong>Strumenti di tutela: polizze e trust </strong></h2>
Per proteggere il proprio patrimonio, esistono strumenti pratici come le polizze vita, che offrono tutela, liquidità immediata e riservatezza. Un ruolo centrale è svolto dal trust, che consente di trasferire beni a un trustee secondo le indicazioni del disponente, garantendo protezione patrimoniale, continuità e pianificazione della successione. Sul tema, abbiamo approfondito l’argomento con gli avvocati Luigi e Francesco Ferrajoli, esperti tributaristi e in wealth management, riconosciuti per la loro esperienza nella tutela del patrimonio.
<h2><strong>Arte, case e valore nel Green</strong></h2>
Anche l’arte entra in gioco nella gestione del patrimonio: chi possiede collezioni o investe in opere sa quanto conti il contesto e la valorizzazione estetica, così come nella scelta di una dimora di prestigio. Per questo, abbiamo incontrato <strong>Glauco Cavaciuti</strong>, milanese, noto gallerista e collezionista, che ha scelto Bogogno come luogo del buen ritiro ed investimento immobiliare. Le sue risposte offrono una prospettiva preziosa su come arte, benessere e patrimonio si intreccino nel vivere nel green. Glauco nel tuo lavoro unisci tecnica, sensibilità estetica e quella rara intuizione che ti fa riconoscere un’opera “giusta” al primo sguardo.

<strong>Quando hai scelto la casa a Bogogno, cosa ha pesato di più? L’occhio del gallerista, l’istinto del collezionista o un richiamo emotivo immediato?</strong>

<em>«Sono arrivato a Bogogno, invitato dal costruttore, quando le case erano appena state realizzate e me ne sono innamorato subito. È rimasto un luogo del cuore per anni, ma avendo poco tempo libero non sentivo la necessità della “seconda casa” finché ho sentito il bisogno di un rifugio sicuro, bello e protetto. A Bogogno ho trovato privacy, sicurezza, servizi e una qualità costruttiva rara: elementi che, per chi vive a Milano, diventano un vero investimento sul futuro.»</em>

<strong>Nel mondo dell’arte il contesto cambia il significato di un’opera. Quanto incide il contesto di Bogogno sul valore della tua casa? E il tempo “personale” può diventare prezioso quanto una grande firma d’artista?</strong>

<em>«Bogogno ti permette di fare una cosa che a Milano è quasi impossibile: staccare davvero. Camminare in un bosco sapendo di essere al sicuro è un lusso immenso. Qui il tempo si dilata, la testa respira. E poi c’è la socialità, i servizi, la possibilità di muoversi senza auto…una golf car è perfetta. Vivere qui significa sentirsi sempre al sicuro, grazie alla vigilanza attiva 24 ore su 24, in case riservate con il proprio giardino, abbastanza vicine da potersi aiutare quando serve. È un modello abitativo che definirei “futuro”: sicuro, sociale, naturale.»</em> I

l prossimo incontro con Glauco Cavaciuti sarà per giocare 9 buche sul campo di Bogogno, durante le quali parleremo di arte, case e di come si costruisce valore nel tempo. Gestire il patrimonio immobiliare significa proteggere il valore dei propri beni, pianificare il futuro e garantire serenità alla famiglia. Come nel golf, il successo non dipende dalla forza del colpo, ma dalla capacità di leggere il terreno, scegliere gli strumenti giusti e mantenere una visione strategica fino all’ultima buca.<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/abitare-nel-green-proteggere-e-trasmettere-valore-nel-patrimonio-immobiliare/">&#8220;Abitare nel green&#8221;: Proteggere e trasmettere valore nel patrimonio immobiliare</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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		<title>Harry Hall firma con Lyle &#038; Scott: accordo triennale tra heritage britannico e visione globale nel golf</title>
		<link>https://golf-magazine.it/harry-hall-firma-con-lyle-scott-accordo-triennale-tra-heritage-britannico-e-visione-globale-nel-golf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gioele Moretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=22479</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/HH_BLOG_IMG6-1000x624.webp"></p>
<p>Il ventottenne golfista inglese <strong>Harry Hall</strong> ha annunciato nei giorni scorsi tramite i propri profili social di aver sottoscritto un accordo di sponsorizzazione con lo storico brand <strong>Lyle &amp; Scott</strong> di durata triennale a partire da questa stagione, che vedrà il giocatore impegnarsi in diversi tornei su PGA Tour e DP World Tour. <em>“Lyle &amp; Scott vende due cose, autenticità e credibilità”</em> ha aﬀermato <strong>Nial Conlan</strong> direttore del marchio nel settore delle sponsorizzazioni, <em>“per noi, quindi, è importante avere avere un atleta come Harry che può essere autenticamente così com’è; in più, da parte nostra possiamo fornirgli una piattaforma che lui non possiede e, da parte sua, può assicurare eccellenza nel golf, che è qualcosa in cui noi siamo sempre interessati”.</em></p>
<p>Il marchio va così ad allinearsi ad altri sponsor personali del giocatore, come ad esempio Hard Rock. L’accordo prevede la produzione di una gamma di prodotti esclusivi che riguardano in particolare maglieria e polo, nell’ottica di unire le origini di Hall con quelle di Lyle &amp; Scott; infatti, il britannico attuale numero 59 del ranking mondiale si è sempre contraddistinto sul campo per il suo look tradizionale indossando il classico copricapo basco per onorare Jim Barnes, vincitore di 4 tornei Major e legato al West Cornwall Golf Club, nel quale crebbe anche lo stesso Hall. La linea di abbigliamento comprende capi che richiamano, appunto, la tradizione e la storia, come ad esempio gilet, cardigan e polo, a discapito dei classici indumenti tipici del tour molto usati al giorno d’oggi.</p>
<p>L’obiettivo del marchio inglese è quello di aumentare la propria presenza nel golf in giro per il mondo, considerato anche che il giocatore disputerà tutti i più importanti tornei di questa stagione; il significato di questo accordo è da ritrovarsi nella volontà di unire l’eredità britannica di Lyle &amp; Scott con la storia personale di Hall, focalizzandosi sullo stile senza trascurare, però, la performance. La casa di abbigliamento, infatti, porta con sé 150 anni di storia ed è stata indossata tra gli anni Sessanta e Novanta da giocatori del calibro di Jack Nicklaus, Greg Norman, Gary Player e Ian Baker-Finch.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/harry-hall-firma-con-lyle-scott-accordo-triennale-tra-heritage-britannico-e-visione-globale-nel-golf/">Harry Hall firma con Lyle &#038; Scott: accordo triennale tra heritage britannico e visione globale nel golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/HH_BLOG_IMG6-1000x624.webp"></p>Il ventottenne golfista inglese <strong>Harry Hall</strong> ha annunciato nei giorni scorsi tramite i propri profili social di aver sottoscritto un accordo di sponsorizzazione con lo storico brand <strong>Lyle &amp; Scott</strong> di durata triennale a partire da questa stagione, che vedrà il giocatore impegnarsi in diversi tornei su PGA Tour e DP World Tour. <em>“Lyle &amp; Scott vende due cose, autenticità e credibilità”</em> ha aﬀermato <strong>Nial Conlan</strong> direttore del marchio nel settore delle sponsorizzazioni, <em>“per noi, quindi, è importante avere avere un atleta come Harry che può essere autenticamente così com’è; in più, da parte nostra possiamo fornirgli una piattaforma che lui non possiede e, da parte sua, può assicurare eccellenza nel golf, che è qualcosa in cui noi siamo sempre interessati”.</em>

Il marchio va così ad allinearsi ad altri sponsor personali del giocatore, come ad esempio Hard Rock. L’accordo prevede la produzione di una gamma di prodotti esclusivi che riguardano in particolare maglieria e polo, nell’ottica di unire le origini di Hall con quelle di Lyle &amp; Scott; infatti, il britannico attuale numero 59 del ranking mondiale si è sempre contraddistinto sul campo per il suo look tradizionale indossando il classico copricapo basco per onorare Jim Barnes, vincitore di 4 tornei Major e legato al West Cornwall Golf Club, nel quale crebbe anche lo stesso Hall. La linea di abbigliamento comprende capi che richiamano, appunto, la tradizione e la storia, come ad esempio gilet, cardigan e polo, a discapito dei classici indumenti tipici del tour molto usati al giorno d’oggi.

L’obiettivo del marchio inglese è quello di aumentare la propria presenza nel golf in giro per il mondo, considerato anche che il giocatore disputerà tutti i più importanti tornei di questa stagione; il significato di questo accordo è da ritrovarsi nella volontà di unire l’eredità britannica di Lyle &amp; Scott con la storia personale di Hall, focalizzandosi sullo stile senza trascurare, però, la performance. La casa di abbigliamento, infatti, porta con sé 150 anni di storia ed è stata indossata tra gli anni Sessanta e Novanta da giocatori del calibro di Jack Nicklaus, Greg Norman, Gary Player e Ian Baker-Finch.<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/harry-hall-firma-con-lyle-scott-accordo-triennale-tra-heritage-britannico-e-visione-globale-nel-golf/">Harry Hall firma con Lyle &#038; Scott: accordo triennale tra heritage britannico e visione globale nel golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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		<item>
		<title>Megalodome Golf; ecco il primo campo da golf indoor della storia</title>
		<link>https://golf-magazine.it/megalodome-golf-ecco-il-primo-campo-da-golf-indoor-della-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gioele Moretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 13:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=22386</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/rsw-1280h-853-1200x800.webp"></p>
<p>Ci troviamo nella periferia occidentale di Chicago, a circa un’ora di auto dal centro, dove sta prendendo forma un progetto che incarna una rivoluzione unica nella storia del gioco del golf. Bertrand Quentin ha 65 anni, fa l’ingegnere forestale e vive a Montreal in Canada; data la sua localizzazione geografica non può giocare ed allenarsi per tutti e i 12 mesi dell’anno visto che gli inverni sono talmente lunghi e rigidi da non potergli permettere di farlo. In seguito a numerosi sollecitamenti di amici vari e grazie al suo socio Alain Desrochers, ha trovato una soluzione a questo problema: perché non costruire il primo campo da golf indoor di sempre?</p>
<p>E così è nato <strong>Megalodome Golf,</strong> un complesso strutturale che dà vita ad un percorso di 9 buche par 30. Il progetto comprende 4 hangar collegati tra loro (di lunghezza pari a 275 metri e larghi circa 90 metri con di altezza 33 metri) suddivisi in tre che ne accolgono il campo e uno che è invece dedicato all’allenamento, comprendente un’area per il gioco corto dotata di chipping green e bunker e putting green, con piu 50 stazioni di 250 metri di driving range; a dividere queste due zone, poi, si trova la clubhouse che oﬀre vista su entrambe le aree, una zona lounge con bar e pro shop e spogliatoio, aﬃancati da hospitality e box privati.</p>
<p>Il percorso in sé prevede 6 buche par 3 e 3 buche par 4 disegnato da Huxham Design Golf Inc. in stile desertico con dettagli veri e propri come palme, cactus, laghetti e bunker con vera sabbia; l’erba è artificiale ma presenta delle caratteristiche che la rendono molto simile a quella vera in termini di rimbalzo e rotolo della palla. Le buche si suddividono in lunghezza compresa tra i 90 e i 145 metri per i par 3 e tra i 245 e i 255 metri per i par 4. L’illuminazione del campo è modificabile e personalizzabile per permettere anche il gioco notturno, dato che l’orario di apertura sarà dalle 6 del mattino fino a mezzanotte.</p>
<p>I punti di forza di questo intero progetto riguardano la possibilità di eliminare tutti i fattori climatici, come pioggia o ghiaccio, permettere di avere più ore di gioco a disposizione ed una minore manutenzione da eﬀettuare sul campo, garantendo il gioco per tutti i mesi dell’anno e contribuendo alla diﬀusione locale e nazionale del golf. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla possibilità di oﬀrire una maggiore velocità di gioco in quanto un round di 9 buche viene stimato di 90 minuti e, di conseguenza, totalizzando circa 3 ore per il giro completo; non si conoscono ancora i prezzi dei green fee che varieranno in base alle diverse stagioni ma si conta di finire il progetto per l’autunno del 2027. I due ideatori stanno portando avanti discussioni con diversi gruppi finanziatori e hanno lanciato un fondo di investimento di 50 milioni per procedere al completamento dell’opera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/megalodome-golf-ecco-il-primo-campo-da-golf-indoor-della-storia/">Megalodome Golf; ecco il primo campo da golf indoor della storia</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/rsw-1280h-853-1200x800.webp"></p>Ci troviamo nella periferia occidentale di Chicago, a circa un’ora di auto dal centro, dove sta prendendo forma un progetto che incarna una rivoluzione unica nella storia del gioco del golf. Bertrand Quentin ha 65 anni, fa l’ingegnere forestale e vive a Montreal in Canada; data la sua localizzazione geografica non può giocare ed allenarsi per tutti e i 12 mesi dell’anno visto che gli inverni sono talmente lunghi e rigidi da non potergli permettere di farlo. In seguito a numerosi sollecitamenti di amici vari e grazie al suo socio Alain Desrochers, ha trovato una soluzione a questo problema: perché non costruire il primo campo da golf indoor di sempre?

E così è nato <strong>Megalodome Golf,</strong> un complesso strutturale che dà vita ad un percorso di 9 buche par 30. Il progetto comprende 4 hangar collegati tra loro (di lunghezza pari a 275 metri e larghi circa 90 metri con di altezza 33 metri) suddivisi in tre che ne accolgono il campo e uno che è invece dedicato all’allenamento, comprendente un’area per il gioco corto dotata di chipping green e bunker e putting green, con piu 50 stazioni di 250 metri di driving range; a dividere queste due zone, poi, si trova la clubhouse che oﬀre vista su entrambe le aree, una zona lounge con bar e pro shop e spogliatoio, aﬃancati da hospitality e box privati.

Il percorso in sé prevede 6 buche par 3 e 3 buche par 4 disegnato da Huxham Design Golf Inc. in stile desertico con dettagli veri e propri come palme, cactus, laghetti e bunker con vera sabbia; l’erba è artificiale ma presenta delle caratteristiche che la rendono molto simile a quella vera in termini di rimbalzo e rotolo della palla. Le buche si suddividono in lunghezza compresa tra i 90 e i 145 metri per i par 3 e tra i 245 e i 255 metri per i par 4. L’illuminazione del campo è modificabile e personalizzabile per permettere anche il gioco notturno, dato che l’orario di apertura sarà dalle 6 del mattino fino a mezzanotte.

I punti di forza di questo intero progetto riguardano la possibilità di eliminare tutti i fattori climatici, come pioggia o ghiaccio, permettere di avere più ore di gioco a disposizione ed una minore manutenzione da eﬀettuare sul campo, garantendo il gioco per tutti i mesi dell’anno e contribuendo alla diﬀusione locale e nazionale del golf. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla possibilità di oﬀrire una maggiore velocità di gioco in quanto un round di 9 buche viene stimato di 90 minuti e, di conseguenza, totalizzando circa 3 ore per il giro completo; non si conoscono ancora i prezzi dei green fee che varieranno in base alle diverse stagioni ma si conta di finire il progetto per l’autunno del 2027. I due ideatori stanno portando avanti discussioni con diversi gruppi finanziatori e hanno lanciato un fondo di investimento di 50 milioni per procedere al completamento dell’opera.<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/megalodome-golf-ecco-il-primo-campo-da-golf-indoor-della-storia/">Megalodome Golf; ecco il primo campo da golf indoor della storia</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dieci film sul golf da vedere durante le feste natalizie</title>
		<link>https://golf-magazine.it/dieci-film-sul-golf-da-vedere-durante-le-feste-natalizie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Antonietta Abisso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 16:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=21678</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/12/hWq7XZfCENkj8nKbP69zCG-1200x675.jpg"></p>
<p data-start="99" data-end="501">Il golf non è solo uno sport di precisione e concentrazione, ma anche una fonte inesauribile di storie affascinanti, ironiche e ispirazionali. Durante le <strong data-start="253" data-end="272">feste natalizie</strong>, tra momenti di relax e serate sul divano, i <strong data-start="318" data-end="335">film sul golf</strong> rappresentano una scelta perfetta per appassionati e non solo. Ecco una selezione di <strong data-start="421" data-end="449">dieci titoli imperdibili</strong>, ideali da vedere o rivedere nel periodo natalizio.</p>
<h2><strong>Commedie cult tra green e fairway</strong></h2>
<p data-start="541" data-end="634">Il lato più leggero e irriverente del golf trova spazio in pellicole diventate veri classici. <strong data-start="636" data-end="677"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Caddyshack</span></span></strong> è un must assoluto: una commedia surreale che prende di mira l’élite dei country club americani, con personaggi memorabili e gag entrate nella storia del cinema. Altro titolo iconico è <strong data-start="865" data-end="906"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Happy Gilmore</span></span></strong>, in cui Adam Sandler interpreta un ex giocatore di hockey che rivoluziona il mondo del golf con metodi decisamente poco ortodossi.</p>
<h2 data-start="1039" data-end="1073"><strong>Storie vere e sogni impossibili</strong></h2>
<p data-start="1075" data-end="1194">Il cinema sul golf sa anche raccontare <strong data-start="1114" data-end="1147">storie ispirate a fatti reali</strong>, perfette per il clima riflessivo delle feste. <strong data-start="1196" data-end="1237"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">The Greatest Game Ever Played</span></span></strong> narra l’impresa di Francis Ouimet, giovane dilettante capace di sfidare i migliori professionisti al US Open. Un film che unisce sport, sacrificio e riscatto sociale. Sulla stessa linea si colloca <strong data-start="1437" data-end="1478"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bobby Jones: Stroke of Genius</span></span></strong>, dedicato alla leggenda del golf americano e al suo straordinario talento.</p>
<h2 data-start="1555" data-end="1587"><strong>Il golf come metafora di vita</strong></h2>
<p data-start="1589" data-end="1703">Alcuni film utilizzano il golf come <strong data-start="1625" data-end="1648">strumento narrativo</strong>, trasformandolo in una metafora di crescita personale. <strong data-start="1705" data-end="1746"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">The Legend of Bagger Vance</span></span></strong> è una favola moderna ambientata negli anni della Grande Depressione, dove il golf diventa il mezzo per ritrovare fiducia e identità.</p>
<h2 data-start="2017" data-end="2053"><strong>Passione, rivalità e romanticismo</strong></h2>
<p data-start="2055" data-end="2162">Non mancano i film che uniscono <strong data-start="2087" data-end="2125">competizione sportiva e sentimenti</strong>, ideali per una visione in famiglia. <strong data-start="2164" data-end="2205"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Tin Cup</span></span></strong> racconta la storia di un golfista ribelle e talentuoso alle prese con una sfida impossibile, dentro e fuori dal campo. Meno noto ma interessante è <strong data-start="2355" data-end="2396"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Follow the Sun</span></span></strong>, dedicato alla carriera di Ben Hogan, uno dei miti assoluti di questo sport.</p>
<p data-start="2953" data-end="3301">I <strong data-start="2955" data-end="2972">film sul golf</strong> uniscono sport, emozioni e narrazione, risultando perfetti per le <strong data-start="3039" data-end="3060">vacanze natalizie</strong>, quando il tempo rallenta e cresce il desiderio di storie coinvolgenti. Che si tratti di commedie, biopic o drammi sportivi, questi titoli offrono <strong data-start="3208" data-end="3238">intrattenimento di qualità</strong> e uno sguardo diverso su uno sport elegante e ricco di valori. Buone Feste!</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/dieci-film-sul-golf-da-vedere-durante-le-feste-natalizie/">Dieci film sul golf da vedere durante le feste natalizie</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/12/hWq7XZfCENkj8nKbP69zCG-1200x675.jpg"></p><p data-start="99" data-end="501">Il golf non è solo uno sport di precisione e concentrazione, ma anche una fonte inesauribile di storie affascinanti, ironiche e ispirazionali. Durante le <strong data-start="253" data-end="272">feste natalizie</strong>, tra momenti di relax e serate sul divano, i <strong data-start="318" data-end="335">film sul golf</strong> rappresentano una scelta perfetta per appassionati e non solo. Ecco una selezione di <strong data-start="421" data-end="449">dieci titoli imperdibili</strong>, ideali da vedere o rivedere nel periodo natalizio.</p>

<h2><strong>Commedie cult tra green e fairway</strong></h2>
<p data-start="541" data-end="634">Il lato più leggero e irriverente del golf trova spazio in pellicole diventate veri classici. <strong data-start="636" data-end="677"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Caddyshack</span></span></strong> è un must assoluto: una commedia surreale che prende di mira l’élite dei country club americani, con personaggi memorabili e gag entrate nella storia del cinema. Altro titolo iconico è <strong data-start="865" data-end="906"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Happy Gilmore</span></span></strong>, in cui Adam Sandler interpreta un ex giocatore di hockey che rivoluziona il mondo del golf con metodi decisamente poco ortodossi.</p>

<h2 data-start="1039" data-end="1073"><strong>Storie vere e sogni impossibili</strong></h2>
<p data-start="1075" data-end="1194">Il cinema sul golf sa anche raccontare <strong data-start="1114" data-end="1147">storie ispirate a fatti reali</strong>, perfette per il clima riflessivo delle feste. <strong data-start="1196" data-end="1237"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">The Greatest Game Ever Played</span></span></strong> narra l’impresa di Francis Ouimet, giovane dilettante capace di sfidare i migliori professionisti al US Open. Un film che unisce sport, sacrificio e riscatto sociale. Sulla stessa linea si colloca <strong data-start="1437" data-end="1478"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bobby Jones: Stroke of Genius</span></span></strong>, dedicato alla leggenda del golf americano e al suo straordinario talento.</p>

<h2 data-start="1555" data-end="1587"><strong>Il golf come metafora di vita</strong></h2>
<p data-start="1589" data-end="1703">Alcuni film utilizzano il golf come <strong data-start="1625" data-end="1648">strumento narrativo</strong>, trasformandolo in una metafora di crescita personale. <strong data-start="1705" data-end="1746"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">The Legend of Bagger Vance</span></span></strong> è una favola moderna ambientata negli anni della Grande Depressione, dove il golf diventa il mezzo per ritrovare fiducia e identità.</p>

<h2 data-start="2017" data-end="2053"><strong>Passione, rivalità e romanticismo</strong></h2>
<p data-start="2055" data-end="2162">Non mancano i film che uniscono <strong data-start="2087" data-end="2125">competizione sportiva e sentimenti</strong>, ideali per una visione in famiglia. <strong data-start="2164" data-end="2205"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Tin Cup</span></span></strong> racconta la storia di un golfista ribelle e talentuoso alle prese con una sfida impossibile, dentro e fuori dal campo. Meno noto ma interessante è <strong data-start="2355" data-end="2396"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Follow the Sun</span></span></strong>, dedicato alla carriera di Ben Hogan, uno dei miti assoluti di questo sport.</p>
<p data-start="2953" data-end="3301">I <strong data-start="2955" data-end="2972">film sul golf</strong> uniscono sport, emozioni e narrazione, risultando perfetti per le <strong data-start="3039" data-end="3060">vacanze natalizie</strong>, quando il tempo rallenta e cresce il desiderio di storie coinvolgenti. Che si tratti di commedie, biopic o drammi sportivi, questi titoli offrono <strong data-start="3208" data-end="3238">intrattenimento di qualità</strong> e uno sguardo diverso su uno sport elegante e ricco di valori. Buone Feste!</p><p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/dieci-film-sul-golf-da-vedere-durante-le-feste-natalizie/">Dieci film sul golf da vedere durante le feste natalizie</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Origine della parola Handicap: storia, evoluzione e uso nel golf</title>
		<link>https://golf-magazine.it/origine-della-parola-handicap-storia-evoluzione-e-uso-nel-golf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Janneth Baquero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 07:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=21443</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/12/AdobeStock_308902880-1200x705.jpeg"></p>
<p>La parola "handicap" deriva dall'espressione "hand in cap" ("mano nel cappello"), nome di un gioco popolare del '600, in cui due contendenti scambiavano oggetti di diverso valore; il giocatore che offriva l'oggetto meno prezioso, doveva aggiungere denaro per bilanciare lo scambio. Per farlo, metteva delle monete all’interno di un cappello e poi, il contendente metteva la mano per valutare l’offerta. Se tirava la mano fuori dal cappello con il palmo aperto, mostrava di essere  d’accordo con la valutazione mentre, un pugno chiuso, indicava disaccordo. Successivamente, la parola passò al gergo delle scommesse nell’ippica per indicare un peso dato al cavallo più forte per pareggiare le possibilità di vittoria. Questo significato di "svantaggio" è poi stato trasferito al linguaggio comune.</p>
<p>In golf, l’handicap è un sistema utilizzato per livellare il campo di gioco tra giocatori di diverso livello di abilità. I primi tentativi per implementare un sistema che permettesse a giocatori di diversi livelli di competere tra loro, basato sulla concessione di colpi di vantaggio, risalgono all’inizio del XVII secolo. Da antichi registri di partite organizzate si trovano annotazioni dove si esplicitava di “concedere colpi” ad alcuni giocatori. La prima menzione scritta conosciuta dell'handicap nel golf risale a un diario tenuto nel XVII secolo da Thomas Kincaid, uno studente di medicina presso l'Università di Edimburgo, in Scozia. Kincaid giocò al Bruntsfield Links e al Leith Links e descrisse molti aspetti del gioco, tra cui l'attrezzatura e la tecnica. Il 21 gennaio 1687, Kincaid espresse la sua opinione sui modi migliori per assegnare i colpi per ottenere un vantaggio durante le partite: "Nel golf, è meglio dare a un uomo due buche da tre con lo stesso numero di colpi, o concedergli tre colpi in più e giocare allo stesso livello ogni buca?".</p>
<p>Durante il XVIII e il XIX secolo non era ancora così chiaro come concedere il vantaggio. Nel Manuale del Golfista, Henry Brougham Farnie descrisse le quote più comunemente utilizzate, disponibili in quattro opzioni: "terzo-uno" (un colpo ogni tre buche), "mezzo-uno" (un colpo ogni due buche), "uno in più" (un colpo a buca) e "due in più" (due colpi a buca). A seconda della differenza di abilità tra i concorrenti, il vantaggio poteva oscillare notevolmente tra chi dava e chi riceveva i colpi. Data la mancanza di precisione e l'assenza di un sistema standardizzato, si dovevano fare molte trattative prima di definire i termini di una partita. Alcuni sostengono che la maggior parte delle partite si vincono o si perdono al primo tee, e questa affermazione non è mai stata così vera come agli albori del gioco.</p>
<p>Il termine handicap non entrò effettivamente nel linguaggio del golf finché lo sport non vide un'esplosione di popolarità nel XIX secolo. Da quel momento, i comitati dei golf club scozzesi ebbero bisogno di un sistema che tenesse conto dei diversi livelli di tutti i nuovi giocatori sul campo e adottarono l’espressione al gioco prendendola dalle corse di cavalli. Oggi, l’handicap nel golf consente ai giocatori di tutti i livelli di competere in modo più equo, assegnando colpi ai giocatori meno abili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/origine-della-parola-handicap-storia-evoluzione-e-uso-nel-golf/">Origine della parola Handicap: storia, evoluzione e uso nel golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/12/AdobeStock_308902880-1200x705.jpeg"></p>La parola "handicap" deriva dall'espressione "hand in cap" ("mano nel cappello"), nome di un gioco popolare del '600, in cui due contendenti scambiavano oggetti di diverso valore; il giocatore che offriva l'oggetto meno prezioso, doveva aggiungere denaro per bilanciare lo scambio. Per farlo, metteva delle monete all’interno di un cappello e poi, il contendente metteva la mano per valutare l’offerta. Se tirava la mano fuori dal cappello con il palmo aperto, mostrava di essere  d’accordo con la valutazione mentre, un pugno chiuso, indicava disaccordo. Successivamente, la parola passò al gergo delle scommesse nell’ippica per indicare un peso dato al cavallo più forte per pareggiare le possibilità di vittoria. Questo significato di "svantaggio" è poi stato trasferito al linguaggio comune.

In golf, l’handicap è un sistema utilizzato per livellare il campo di gioco tra giocatori di diverso livello di abilità. I primi tentativi per implementare un sistema che permettesse a giocatori di diversi livelli di competere tra loro, basato sulla concessione di colpi di vantaggio, risalgono all’inizio del XVII secolo. Da antichi registri di partite organizzate si trovano annotazioni dove si esplicitava di “concedere colpi” ad alcuni giocatori. La prima menzione scritta conosciuta dell'handicap nel golf risale a un diario tenuto nel XVII secolo da Thomas Kincaid, uno studente di medicina presso l'Università di Edimburgo, in Scozia. Kincaid giocò al Bruntsfield Links e al Leith Links e descrisse molti aspetti del gioco, tra cui l'attrezzatura e la tecnica. Il 21 gennaio 1687, Kincaid espresse la sua opinione sui modi migliori per assegnare i colpi per ottenere un vantaggio durante le partite: "Nel golf, è meglio dare a un uomo due buche da tre con lo stesso numero di colpi, o concedergli tre colpi in più e giocare allo stesso livello ogni buca?".

Durante il XVIII e il XIX secolo non era ancora così chiaro come concedere il vantaggio. Nel Manuale del Golfista, Henry Brougham Farnie descrisse le quote più comunemente utilizzate, disponibili in quattro opzioni: "terzo-uno" (un colpo ogni tre buche), "mezzo-uno" (un colpo ogni due buche), "uno in più" (un colpo a buca) e "due in più" (due colpi a buca). A seconda della differenza di abilità tra i concorrenti, il vantaggio poteva oscillare notevolmente tra chi dava e chi riceveva i colpi. Data la mancanza di precisione e l'assenza di un sistema standardizzato, si dovevano fare molte trattative prima di definire i termini di una partita. Alcuni sostengono che la maggior parte delle partite si vincono o si perdono al primo tee, e questa affermazione non è mai stata così vera come agli albori del gioco.

Il termine handicap non entrò effettivamente nel linguaggio del golf finché lo sport non vide un'esplosione di popolarità nel XIX secolo. Da quel momento, i comitati dei golf club scozzesi ebbero bisogno di un sistema che tenesse conto dei diversi livelli di tutti i nuovi giocatori sul campo e adottarono l’espressione al gioco prendendola dalle corse di cavalli. Oggi, l’handicap nel golf consente ai giocatori di tutti i livelli di competere in modo più equo, assegnando colpi ai giocatori meno abili.<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/origine-della-parola-handicap-storia-evoluzione-e-uso-nel-golf/">Origine della parola Handicap: storia, evoluzione e uso nel golf</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via “Italian Swing”: il golf incontra il lusso del viaggio con Orient Express</title>
		<link>https://golf-magazine.it/al-via-italian-swing-il-golf-incontra-il-lusso-del-viaggio-con-orient-express/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristian Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 07:57:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=21356</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/11/586701374_18491512318076083_5883934535197884278_n-1200x800.jpg"></p>
<p data-start="318" data-end="600">Al <strong data-start="321" data-end="357">Marco Simone Golf &amp; Country Club</strong> si apre un nuovo capitolo che unisce <strong data-start="400" data-end="424">golf di alto livello</strong> e <strong data-start="427" data-end="446">viaggi di lusso</strong>. Con entusiasmo viene inaugurata la <strong data-start="483" data-end="531">partnership con La Dolce Vita Orient Express</strong>, simbolo di eleganza e raffinatezza nel mondo del turismo su rotaia.</p>
<p data-start="602" data-end="993">Dalla leggendaria <strong data-start="620" data-end="647">buca 1 del Marco Simone</strong>, sede ufficiale della <strong data-start="670" data-end="688">Ryder Cup 2023</strong>, prende il via <strong data-start="704" data-end="723">“Italian Swing”</strong>, un progetto che celebra il <strong data-start="752" data-end="801">connubio tra sport, natura e cultura italiana</strong>. L’iniziativa propone un <strong data-start="827" data-end="851">itinerario esclusivo</strong> attraverso i più suggestivi campi da golf d’Italia, accompagnato dal comfort e dallo charme senza tempo del <strong data-start="960" data-end="992">La Dolce Vita Orient Express</strong>.</p>
<p>[caption id="attachment_21358" align="aligncenter" width="1200"]<img class="wp-image-21358 size-full" src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/11/583881180_18491512351076083_6446618297562677064_n.jpg" alt="" width="1200" height="800" /> Credit photo: Facebook Marco Simone Golf &amp; Country Club[/caption]</p>
<h2 data-start="1000" data-end="1071"><strong>Italian Swing: sport, paesaggi e cultura a bordo del mito su rotaia</strong></h2>
<p data-start="1073" data-end="1406">I partecipanti diventano <strong data-start="1098" data-end="1125">viaggiatori d’eccezione</strong>, vivendo un’esperienza che va oltre la semplice competizione sportiva. Il progetto punta a far scoprire <strong data-start="1230" data-end="1280">i tesori paesaggistici e culturali dell’Italia</strong>, valorizzando il territorio attraverso un approccio che unisce il <strong data-start="1347" data-end="1366">golf di qualità</strong> con il <strong data-start="1374" data-end="1405">viaggio lento e sostenibile</strong>.</p>
<p data-start="1408" data-end="1774" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con questa iniziativa, il <strong data-start="1434" data-end="1470">Marco Simone Golf &amp; Country Club</strong> ribadisce il proprio impegno nella <strong data-start="1506" data-end="1556">promozione di un turismo sportivo d’eccellenza</strong>, capace di <strong data-start="1568" data-end="1627">valorizzare il patrimonio naturale e culturale italiano</strong>. Una proposta che mira a ridefinire l’esperienza golfistica, rendendola più ricca, consapevole e profondamente connessa ai luoghi che la ospitano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/al-via-italian-swing-il-golf-incontra-il-lusso-del-viaggio-con-orient-express/">Al via “Italian Swing”: il golf incontra il lusso del viaggio con Orient Express</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/11/586701374_18491512318076083_5883934535197884278_n-1200x800.jpg"></p><p data-start="318" data-end="600">Al <strong data-start="321" data-end="357">Marco Simone Golf &amp; Country Club</strong> si apre un nuovo capitolo che unisce <strong data-start="400" data-end="424">golf di alto livello</strong> e <strong data-start="427" data-end="446">viaggi di lusso</strong>. Con entusiasmo viene inaugurata la <strong data-start="483" data-end="531">partnership con La Dolce Vita Orient Express</strong>, simbolo di eleganza e raffinatezza nel mondo del turismo su rotaia.</p>
<p data-start="602" data-end="993">Dalla leggendaria <strong data-start="620" data-end="647">buca 1 del Marco Simone</strong>, sede ufficiale della <strong data-start="670" data-end="688">Ryder Cup 2023</strong>, prende il via <strong data-start="704" data-end="723">“Italian Swing”</strong>, un progetto che celebra il <strong data-start="752" data-end="801">connubio tra sport, natura e cultura italiana</strong>. L’iniziativa propone un <strong data-start="827" data-end="851">itinerario esclusivo</strong> attraverso i più suggestivi campi da golf d’Italia, accompagnato dal comfort e dallo charme senza tempo del <strong data-start="960" data-end="992">La Dolce Vita Orient Express</strong>.</p>


[caption id="attachment_21358" align="aligncenter" width="1200"]<img class="wp-image-21358 size-full" src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/11/583881180_18491512351076083_6446618297562677064_n.jpg" alt="" width="1200" height="800" /> Credit photo: Facebook Marco Simone Golf &amp; Country Club[/caption]
<h2 data-start="1000" data-end="1071"><strong>Italian Swing: sport, paesaggi e cultura a bordo del mito su rotaia</strong></h2>
<p data-start="1073" data-end="1406">I partecipanti diventano <strong data-start="1098" data-end="1125">viaggiatori d’eccezione</strong>, vivendo un’esperienza che va oltre la semplice competizione sportiva. Il progetto punta a far scoprire <strong data-start="1230" data-end="1280">i tesori paesaggistici e culturali dell’Italia</strong>, valorizzando il territorio attraverso un approccio che unisce il <strong data-start="1347" data-end="1366">golf di qualità</strong> con il <strong data-start="1374" data-end="1405">viaggio lento e sostenibile</strong>.</p>
<p data-start="1408" data-end="1774" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con questa iniziativa, il <strong data-start="1434" data-end="1470">Marco Simone Golf &amp; Country Club</strong> ribadisce il proprio impegno nella <strong data-start="1506" data-end="1556">promozione di un turismo sportivo d’eccellenza</strong>, capace di <strong data-start="1568" data-end="1627">valorizzare il patrimonio naturale e culturale italiano</strong>. Una proposta che mira a ridefinire l’esperienza golfistica, rendendola più ricca, consapevole e profondamente connessa ai luoghi che la ospitano.</p><p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/al-via-italian-swing-il-golf-incontra-il-lusso-del-viaggio-con-orient-express/">Al via “Italian Swing”: il golf incontra il lusso del viaggio con Orient Express</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Golf in autunno, la bellezza dei campi e i consigli per giocare al meglio</title>
		<link>https://golf-magazine.it/golf-in-autunno-la-bellezza-dei-campi-e-i-consigli-per-giocare-al-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Janneth Baquero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 08:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://golf-magazine.it/?p=21225</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Golf-Autunno-Golf-Magazine-1200x800.jpg"></p>
<p>L'autunno è uno dei periodi migliori per scendere in campo! I colori cangianti del paesaggio, le temperature più fresche e i fairway più tranquilli rendono l'esperienza sul campo da golf unica e indimenticabile. Molti golfisti però, con l'arrivo dell’autunno che porta il calo delle temperature e la riduzione progressiva delle giornate, tendono a ridurre la loro frequenza di gioco. Nebbia, foglie, pioggia e fango possono far desistere di giocare nonostante le temperature stagionali, tra i 10 ei 25 °C, siano ideali per godersi il gioco. Per aiutare a sfruttare al meglio la stagione golfistica autunnale, abbiamo raccolto alcuni consigli essenziali per mantenere la performance del gioco e concedere a tutti un’esperienza sicura e piacevole.</p>
<p>1- Controllare le previsioni meteo. Il pericolo maggiore nei mesi autunnali sul campo da golf è la nebbia. Una fitta nebbia limita fortemente la visibilità. Il regolamento ufficiale del golf non prevede paragrafi specifici per giocare in condizioni di scarsa visibilità. È qui che entra in gioco l'etichetta del golf, che stabilisce che nessun altro giocatore o greenkeeper deve essere messo in pericolo. Il principio più importante è che non appena la traiettoria della palla non può più essere seguita in sicurezza, il gioco deve essere interrotto. Molti club seguono una linea guida di almeno 250 metri di visibilità. Bisogna sempre fare una sana autovalutazione. Nel peggiore dei casi, mettere in pericolo gli altri può essere punito con la squalifica come grave violazione dell'etichetta.</p>
<p>2- La variabilità del meteo porta a dover adattare l’abbigliamento. Vestirsi a strati e con indumenti impermeabili assicura sia comfort sia la possibilità di regolare la temperatura.</p>
<p>3- È necessario avere alcuni accorgimenti nello swing, adattando una strategia sul campo in risposta alle condizioni meteo. L'autunno porta spesso intense raffiche di vento che possono avere un impatto notevole sui colpi di lunga distanza. Prendersi un momento per valutare la direzione del vento prima di ogni swing e valutare di alzare o abbassare la mazza a seconda della forza e della direzione del vento, sono accorgimenti che possono migliorare il gioco. Un colpo ben piazzato ma con meno potenza può andare più lontano di un colpo duro che viene catturato e deviato dal vento. Poi, è da ricordare che la precisione dello swing dipende dalla stabilità della parte inferiore del corpo, che varia nei terreni morbidi. Potrebbe esserci bisogno di un backswing più corto per un migliore controllo. È anche importante ricordare che le foglie possono nascondere la palla; quindi, è fondamentale tenere d'occhio dove atterra!</p>
<p>4- È fondamentale padroneggiare il gioco corto. Con la temperatura bassa e l’aria umida e densa, la pallina potrebbe accorciare il suo volo, forzando a realizzare più colpi. Per compensare, è consigliabile usare una mazza più lunga del normale per una determinata distanza e concentrarsi sull’uso del rimbalzo per evitare di affondare nel terreno bagnato.</p>
<p>5- Le temperature più fresche possono rallentare i green. L'erba non cresce altrettanto velocemente e la rugiada mattutina o le foglie bagnate possono rallentare la palla. Regolare il putt, aggiungendo un po' di potenza extra quando necessario, risolverà la situazione.</p>
<p>6- Al freddo e sulle superfici umide, le palline più morbide danno migliori prestazioni. In condizioni di scarsa illuminazione sarebbe da considerare l’uso di palline gialle che saranno più facilmente individuabili.<br />
7- Il terreno può essere umido e fangoso, quindi è più importante che mai pulire regolarmente le mazze. Fango e detriti possono attaccarsi alla faccia della mazza, compromettendo i colpi. Assicurarsi di portare un asciugamano sul campo e di pulire le mazze dopo ogni utilizzo, non solo migliorerà le prestazioni, ma contribuirà anche a prolungare la durata dell’attrezzatura.</p>
<p>8- Mantenersi idratati è fondamentale, così come utilizzare sempre e comunque la protezione solare.</p>
<p>9- Per ultimo ma non meno importante, stare attenti sul terreno scivoloso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/golf-in-autunno-la-bellezza-dei-campi-e-i-consigli-per-giocare-al-meglio/">Golf in autunno, la bellezza dei campi e i consigli per giocare al meglio</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://golf-magazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Golf-Autunno-Golf-Magazine-1200x800.jpg"></p>L'autunno è uno dei periodi migliori per scendere in campo! I colori cangianti del paesaggio, le temperature più fresche e i fairway più tranquilli rendono l'esperienza sul campo da golf unica e indimenticabile. Molti golfisti però, con l'arrivo dell’autunno che porta il calo delle temperature e la riduzione progressiva delle giornate, tendono a ridurre la loro frequenza di gioco. Nebbia, foglie, pioggia e fango possono far desistere di giocare nonostante le temperature stagionali, tra i 10 ei 25 °C, siano ideali per godersi il gioco. Per aiutare a sfruttare al meglio la stagione golfistica autunnale, abbiamo raccolto alcuni consigli essenziali per mantenere la performance del gioco e concedere a tutti un’esperienza sicura e piacevole.

1- Controllare le previsioni meteo. Il pericolo maggiore nei mesi autunnali sul campo da golf è la nebbia. Una fitta nebbia limita fortemente la visibilità. Il regolamento ufficiale del golf non prevede paragrafi specifici per giocare in condizioni di scarsa visibilità. È qui che entra in gioco l'etichetta del golf, che stabilisce che nessun altro giocatore o greenkeeper deve essere messo in pericolo. Il principio più importante è che non appena la traiettoria della palla non può più essere seguita in sicurezza, il gioco deve essere interrotto. Molti club seguono una linea guida di almeno 250 metri di visibilità. Bisogna sempre fare una sana autovalutazione. Nel peggiore dei casi, mettere in pericolo gli altri può essere punito con la squalifica come grave violazione dell'etichetta.

2- La variabilità del meteo porta a dover adattare l’abbigliamento. Vestirsi a strati e con indumenti impermeabili assicura sia comfort sia la possibilità di regolare la temperatura.

3- È necessario avere alcuni accorgimenti nello swing, adattando una strategia sul campo in risposta alle condizioni meteo. L'autunno porta spesso intense raffiche di vento che possono avere un impatto notevole sui colpi di lunga distanza. Prendersi un momento per valutare la direzione del vento prima di ogni swing e valutare di alzare o abbassare la mazza a seconda della forza e della direzione del vento, sono accorgimenti che possono migliorare il gioco. Un colpo ben piazzato ma con meno potenza può andare più lontano di un colpo duro che viene catturato e deviato dal vento. Poi, è da ricordare che la precisione dello swing dipende dalla stabilità della parte inferiore del corpo, che varia nei terreni morbidi. Potrebbe esserci bisogno di un backswing più corto per un migliore controllo. È anche importante ricordare che le foglie possono nascondere la palla; quindi, è fondamentale tenere d'occhio dove atterra!

4- È fondamentale padroneggiare il gioco corto. Con la temperatura bassa e l’aria umida e densa, la pallina potrebbe accorciare il suo volo, forzando a realizzare più colpi. Per compensare, è consigliabile usare una mazza più lunga del normale per una determinata distanza e concentrarsi sull’uso del rimbalzo per evitare di affondare nel terreno bagnato.

5- Le temperature più fresche possono rallentare i green. L'erba non cresce altrettanto velocemente e la rugiada mattutina o le foglie bagnate possono rallentare la palla. Regolare il putt, aggiungendo un po' di potenza extra quando necessario, risolverà la situazione.

6- Al freddo e sulle superfici umide, le palline più morbide danno migliori prestazioni. In condizioni di scarsa illuminazione sarebbe da considerare l’uso di palline gialle che saranno più facilmente individuabili.
7- Il terreno può essere umido e fangoso, quindi è più importante che mai pulire regolarmente le mazze. Fango e detriti possono attaccarsi alla faccia della mazza, compromettendo i colpi. Assicurarsi di portare un asciugamano sul campo e di pulire le mazze dopo ogni utilizzo, non solo migliorerà le prestazioni, ma contribuirà anche a prolungare la durata dell’attrezzatura.

8- Mantenersi idratati è fondamentale, così come utilizzare sempre e comunque la protezione solare.

9- Per ultimo ma non meno importante, stare attenti sul terreno scivoloso.<p>L'articolo <a href="https://golf-magazine.it/golf-in-autunno-la-bellezza-dei-campi-e-i-consigli-per-giocare-al-meglio/">Golf in autunno, la bellezza dei campi e i consigli per giocare al meglio</a> proviene da <a href="https://golf-magazine.it">Golf Magazine</a>.</p>
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