L’Open de España alza decisamente il livello. Dal 8 all’11 ottobre, Madrid diventa uno dei centri del golf mondiale con un field che, per qualità e numero di grandi nomi, va ben oltre quello abitualmente associato a un torneo regolare del DP World Tour.
Il punto di riferimento sarà naturalmente Jon Rahm, chiamato ancora una volta a giocare davanti al pubblico spagnolo, ma intorno al campione basco ci sarà una concentrazione di talento raramente vista nelle ultime edizioni.
Un field ricchissimo
Al Real Club de Campo Villa de Madrid sono attesi Sergio Garcia, Tyrrell Hatton, Justin Rose, Ludvig Åberg, Shane Lowry, Patrick Reed, Bubba Watson e Adrian Meronk. Una lista nella quale convivono campioni Major, protagonisti della Ryder Cup, giocatori del PGA Tour e nomi provenienti da LIV Golf.
A difendere il titolo sarà Marco Penge, chiamato a confrontarsi con un field molto più profondo rispetto a quello di un normale appuntamento del calendario europeo. In palio ci saranno 3,75 milioni di dollari e soprattutto 5.000 punti della Race to Dubai, particolarmente pesanti nella parte conclusiva della stagione.
Rahm torna davanti al suo pubblico
Per Rahm l’Open de España non è mai stato un torneo come gli altri. Lo spagnolo ha già costruito un rapporto particolare con la competizione e con il pubblico di Madrid. Ogni sua apparizione trasforma inevitabilmente la settimana in uno degli eventi sportivi più seguiti del Paese.
Questa volta, però, l’interesse sarà ulteriormente amplificato dal momento attraversato dal golf professionistico internazionale. La presenza contemporanea di giocatori appartenenti a circuiti differenti rende Madrid una delle rare occasioni nelle quali molti dei migliori interpreti del golf mondiale possono tornare a confrontarsi nello stesso torneo al di fuori dei Major.
Molinari torna dove ha già vinto
Per l’Italia gli occhi saranno puntati soprattutto su Francesco Molinari. Il torinese conserva un legame speciale con l’Open de España: nel 2012 conquistò il torneo, diventando l’unico italiano ad aver scritto il proprio nome nell’albo d’oro della competizione.
A distanza di quattordici anni, Molinari torna quindi in un evento che rappresenta uno dei capitoli importanti della sua carriera. La concorrenza sarà decisamente diversa, ma la settimana madrilena offre all’ex campione dell’Open Championship un’occasione interessante per confrontarsi con alcuni dei migliori giocatori del momento.
Reed e la corsa alla Race to Dubai
Tra i protagonisti più attesi ci sarà anche Patrick Reed. L’americano è diventato uno degli uomini centrali della stagione europea e il suo ritorno assume particolare importanza nella corsa alla Race to Dubai.
Con 5.000 punti disponibili, Madrid può infatti modificare sensibilmente gli equilibri della classifica prima degli appuntamenti conclusivi. E proprio questa combinazione rende l’Open de España particolarmente interessante: non sarà soltanto una vetrina di campioni, ma un torneo con conseguenze importanti sulla stagione.
Madrid diventa il centro del golf europeo
La presenza di Rahm e Garcia garantisce inevitabilmente l’attenzione del pubblico spagnolo. Quella di Reed, Hatton, Rose, Åberg, Lowry, Watson e Meronk porta invece l’evento su una dimensione decisamente internazionale.
E poi c’è Francesco Molinari, che torna nel torneo in cui quattordici anni fa riuscì a lasciare il segno.
Dal 8 ottobre Madrid avrà quindi un field che assomiglia più a quello di un grande campionato internazionale che a quello di una normale settimana del DP World Tour.









