È una delle notizie più importanti dall’inizio della frattura che ha sconvolto il golf professionistico mondiale. Jon Rahm non continuerà la propria avventura in LIV Golf e non farà parte del nuovo progetto con il quale la lega sta cercando di ripartire dopo il Chapter 11. La conferma non è arrivata attraverso un comunicato sui social o una conferenza stampa. È arrivata direttamente in tribunale.
Durante un’udienza della procedura fallimentare di LIV Golf nel New Jersey, l’avvocato del campione spagnolo, John Beck, ha comunicato che Rahm ha esaminato personalmente le condizioni proposte per la nuova versione del circuito e ha deciso di non accettarle. Il concetto espresso dal suo legale è inequivocabile: le condizioni di LIV 2.0 sono state considerate “inaccettabili” da Rahm. Il risultato è una separazione destinata ad avere conseguenze ben oltre il futuro del due volte campione Major.
Rahm dice no alla nuova LIV Golf
La situazione richiede una distinzione importante. Rahm non ha semplicemente deciso di non disputare alcuni tornei. Ha comunicato che non parteciperà al progetto LIV 2.0, la struttura attraverso la quale la lega sta tentando di costruire il proprio futuro dopo la crisi finanziaria e l’avvio della procedura di Chapter 11. Il suo team legale e LIV stanno ora lavorando per definire una separazione consensuale e risolvere le questioni ancora aperte relative al contratto.
È il punto finale di un rapporto iniziato nel dicembre 2023, quando il passaggio dello spagnolo dal PGA Tour a LIV Golf rappresentò probabilmente il colpo più importante messo a segno dal circuito. All’epoca Rahm era nel pieno della carriera, aveva appena conquistato il Masters ed era uno dei giocatori più riconoscibili al mondo. Quasi tre anni dopo, lo scenario è completamente cambiato.
Il giocatore simbolo della lega se ne va
La perdita di Rahm è particolarmente pesante perché lo spagnolo non è stato soltanto uno dei nomi più importanti del circuito. È stato anche il giocatore dominante della LIV Golf. Dopo il suo ingresso, Rahm ha conquistato tre classifiche individuali stagionali consecutive, diventando il riferimento sportivo della lega.
La sua presenza aveva inoltre un valore commerciale enorme. Un ex numero uno mondiale, vincitore dello U.S. Open e del Masters, ancora nel pieno della propria carriera rappresentava esattamente il tipo di giocatore necessario a LIV per rafforzare credibilità e attrattiva internazionale. Per questo il suo addio assume una dimensione molto diversa rispetto alla semplice scadenza di un contratto.
Il nodo economico
Sul tavolo resta anche una complessa partita finanziaria. Quando Rahm scelse LIV nel 2023, le cifre circolate intorno al suo accordo furono enormi. Le condizioni complete del contratto non sono mai state rese pubbliche e diverse stime sono state riportate negli anni. La procedura fallimentare ha però aperto una finestra molto più concreta sulla situazione economica attuale.
Rahm figura infatti tra i principali creditori legati alla lega, mentre secondo GOLF.com resterebbero in gioco oltre 100 milioni di dollari in garanzie future previste dall’accordo originario. È anche per questo che la definizione della separazione non sarà una semplice formalità. Il rapporto tra le parti deve essere chiuso stabilendo cosa accadrà agli obblighi ancora esistenti e alle somme previste dal precedente contratto.
LIV 2.0 cerca 300 milioni per ripartire
L’uscita di Rahm arriva nel momento più delicato della storia di LIV Golf. La lega sta cercando di emergere dal Chapter 11 attraverso una struttura profondamente differente rispetto al progetto originario. Il nuovo piano prevede il coinvolgimento di BC Partners Credit, con finanziamenti che potrebbero arrivare complessivamente fino a 300 milioni di dollari, subordinati anche alle necessarie autorizzazioni del tribunale.
L’idea è costruire un circuito più sostenibile, maggiormente concentrato sulle squadre e con una partecipazione azionaria dei giocatori. Una LIV molto diversa da quella che aveva utilizzato contratti e montepremi enormi per attirare alcune delle stelle più importanti del PGA Tour. Ma proprio mentre il nuovo progetto cerca di convincere giocatori e investitori, perde uno dei nomi che avrebbe dovuto rappresentarne il principale punto di forza.
E adesso dove giocherà Rahm?
È questa la domanda che interessa maggiormente il golf mondiale. Il futuro agonistico di Jon Rahm non è ancora stato definito. Il passaggio più naturale potrebbe coinvolgere il DP World Tour, circuito nel quale lo spagnolo conserva una storia importante e che potrebbe diventare centrale nel suo percorso futuro.
Più complesso è invece il discorso relativo al PGA Tour. Rahm non aderì al Returning Member Program straordinario che aveva aperto una finestra per il rientro di alcuni giocatori provenienti da LIV. Non esiste quindi, al momento, un ritorno automatico sul circuito americano.
Eventuali tempi, sanzioni o percorsi di reintegrazione dovranno essere chiariti successivamente. Per questo sarebbe prematuro parlare già di Rahm nuovamente sul PGA Tour. Quello che oggi è certo è soltanto il primo, enorme passaggio: non giocherà nella nuova LIV Golf.









