L’Open de España perde il giocatore più atteso a poche ore dall’inizio del torneo. Jon Rahm ha annunciato il forfait e non sarà al via dell’appuntamento in programma dall’8 all’11 ottobre al Real Club de Campo Villa de Madrid.
Una rinuncia che non è legata a problemi fisici o a questioni sportive. La ragione è familiare: la moglie Kelley è in attesa del quarto figlio e Rahm ha scelto di rimanere al suo fianco in un momento così importante. Una decisione comprensibile, ma che inevitabilmente cambia il volto di uno degli appuntamenti più attesi della stagione europea.
Il motivo del forfait
Rahm avrebbe dovuto essere il grande protagonista della settimana madrilena. Lo spagnolo ha però deciso di non prendere parte al torneo per restare vicino alla famiglia. La nascita del quarto figlio è ormai imminente e il campione non vuole rischiare di trovarsi lontano da casa.
Per il pubblico spagnolo è una rinuncia pesante. Ogni apparizione di Rahm all’Open de España richiama migliaia di spettatori e trasforma il torneo in uno degli eventi golfistici più seguiti del Paese. Questa volta il grande appuntamento dovrà fare a meno del suo principale punto di riferimento.
Salta l’assalto al record di Seve Ballesteros
Il forfait assume un significato particolare anche dal punto di vista sportivo. Rahm ha conquistato l’Open de España tre volte, nel 2018, 2019 e 2022, raggiungendo un traguardo che lo ha ulteriormente avvicinato ai grandi nomi della storia del golf spagnolo. A Madrid avrebbe avuto la possibilità di aggiungere un altro titolo alla propria collezione e continuare la rincorsa ai riferimenti storici del torneo.
Il confronto con Seve Ballesteros è inevitabile. La leggenda spagnola ha infatti conquistato l’Open nazionale tre volte nelle edizioni entrate nel calendario del DP World Tour, nel 1981, 1985 e 1995. Rahm dovrà quindi aspettare un’altra occasione per provare a superarlo in questo particolare confronto.
Un Open de España senza il suo uomo simbolo
L’assenza di Rahm modifica inevitabilmente anche gli equilibri del torneo. Il campione spagnolo sarebbe partito tra i principali favoriti e soprattutto avrebbe catalizzato gran parte dell’attenzione mediatica e del pubblico.
Il field resta comunque di altissimo livello. A Madrid sono attesi Sergio Garcia, Patrick Reed, Tyrrell Hatton, Justin Rose, Ludvig Åberg, Shane Lowry, Bubba Watson e Adrian Meronk, oltre al campione in carica Marco Penge.
Una combinazione di campioni Major, protagonisti della Ryder Cup e giocatori provenienti dai principali circuiti internazionali che rende comunque l’edizione 2026 particolarmente interessante.
Francesco Molinari torna da ex campione
Tra i giocatori da seguire ci sarà anche Francesco Molinari, che conserva un rapporto speciale con questa competizione. L’azzurro vinse l’Open de España nel 2012, imponendosi al Real Club de Golf de Sevilla con un grande giro finale in 65 colpi. Quattordici anni dopo, Molinari torna quindi in un torneo che occupa un posto importante nella sua carriera.
L’assenza di Rahm non rende naturalmente più semplice una settimana caratterizzata da una concorrenza così elevata, ma elimina dal field quello che sarebbe stato uno dei principali candidati alla vittoria.
Madrid resta un appuntamento pesante
In palio ci saranno 3,75 milioni di dollari e 5.000 punti della Race to Dubai, numeri che rendono l’Open de España uno degli appuntamenti importanti della parte conclusiva della stagione. Per giocatori come Patrick Reed, impegnati nella corsa alla classifica europea, ogni posizione può avere un peso significativo.
Madrid perde dunque la sua superstar più attesa, ma non l’interesse sportivo. Jon Rahm, questa volta, ha scelto di mettere il golf da parte.









