Oggi avere la conoscenza di un campo prima di affrontare una gara fa tutta la differenza del mondo. Ovviamente l’altro pezzo e anello indissolubile o parte della medaglia è anche quello di conoscere noi stessi. Infatti una buona fetta dei video che noi facciamo riguardano fondamentalmente la strategia in campo legata al fatto che ogni giocatore deve conoscere e conoscersi in modo tale da poter affrontare il campo nel modo migliore, avere una strategia a tavolino, quindi una pre, e poi una strategia durante che gli garantisca la possibilità di fare il miglior risultato. Non tutti vivono il golf in maniera agonistica, non tutti per forza sono lì a cercare di fare sempre un punto in più o un colpo in meno o cercano di vincere la gara in cui si sono iscritti però in realtà tutti i golfisti si divertono se giocano meglio e si divertono se battono loro stessi il campo e quindi di conseguenza è fondamentale la conoscenza del percorso di gioco.
Caddie Maps da questo, noi, io, Benny, la mia generazione nasce con le mappe in mano, i buoni giocatori continuano ad usare la mappa sui maggiori circuiti nazionali internazionali. La mappa è entrata un pò nell’immaginario anche del dilettante di circolo, grazie prima ai GPS e poi agli orologini, però il cartaceo ti dà la possibilità di avere una marcia in più perché è più facile da gestire, si può guardare in anteprima, si può studiare, hai una visione aerea allo zenith che è fondamentale per capire tridimensionalmente un pochino come è fatto il campo di gioco, perché noi lo vediamo dal nostro angolo quasi piatto, averlo anche dalla parte dello zenith ti permette poi di triangolare molto meglio tutte le varie situazioni e quindi non farti influenzare troppo da quello che il progettista cerca di fare per darti fastidio mettendo il bunker, l’acqua, il rough, l’albero e quant’altro.
Poi chiaramente insieme alle mappe aggiungere anche altri strumenti di misurazione delle distanze permette di avere il massimo del rapporto di rendimento sul campo perché se conosci quanto farai o quanto più o meno fai, tipo distanze con i ferri o con i bastoni, hai un ‘indicazione metrica, hai un ‘indicazione cartacea che ti dice da che parte andare, come andare e come organizzare la strategia, poi il resto è diciamo un po’ più facile. Togliamo variabili a un gioco che ne ha tantissime.
La collaborazione con Caddie Maps è nata proprio grazie a uno degli eventi che organizzavo, un evento internazionale Under 18, una gara di 4 giorni che si svolgeva a Garda Golf per giocatori a livello internazionale che era valida per il World Amateur Ranking, quindi ranking mondiale, e Caddie Maps con Ale Rubelli era il fornitore ufficiale delle mappe. Poi da lì è nato un’amicizia, dall’amicizia è nato il rispetto anche reciproco del proprio lavoro e delle competenze, a un certo punto ci siamo guardati in faccia, abbiamo detto… io facevo tanto per lui, lui faceva tanto per me, al risultato ho detto, vabbè, ma quindi siamo fondamentalmente già una società di fatto e quindi di conseguenza ci siamo un po’ sposati lavorativamente parlando, mantenendo le nostre unicità e le nostre competenze che sono comunque diverse, ma c ‘è un bel plus nello stare poi insieme e fare sinergia.









