Il suo primo successo arrivò quando aveva compiuto 18 anni e 271 giorni. Era il 2018 quando Rasmus Hojgaard, golfista danese classe 2001 nato a Billund, dimostrò al mondo del golf che, con mazze e palline, ci sapeva proprio fare. Del resto quello degli Hojgaard per il mondo golfistico è un ”vizio” di famiglia. Da esso si è infatti fatto stregare anche il fratello gemello Nikolai. Stessa età, stessa passione ma, almeno per il 2024, risultati ben diversi. Per Rasmus il talentuoso, infatti, l’anno corrente è già diventato da incorniciare. Al Betfred British Open, infatti, si è classificato al terzo posto con dodici colpi sotto il par alle spalle del connazionale Nicklas Norgaard Moller e del sudafricano Thriston Lawrence , all’Amgen Irish Open ha scalato la classifica di due gradini aggiudicandoselo con sei colpi sotto il par e lasciandosi alle spalle il nordirlandese Rory Mc Ilroy e il nostro Matteo Manassero. Sessantatreesimo nel best ranking, Hojgaard si sta confermando uno dei golfisti del momento e, da quando nel 2019 il mondo del professionismo gli spalancò le porte, ha avuto una crescita esponenziale.
IL SUO PALMARES NEL PROFESSIONISMO
Quando aveva da poco varcato i cancelli della maggiore età mise in fila la concorrenza nell’Afrasia Bank Mauritius Open in terra d’Africa con diciannove colpi sotto il par. Renato Paratore e al francese Antoine Rozner cercarono di mandargli a monte i piani di gloria durante i playoff ma non riuscirono nell’intento dovendosi accontentare del secondo posto. Per assicurarsi il secondo trionfo dovette poi attendere otto mesi quando, con quattordici colpi al di sotto del par, frantumò i sogni di alloro del sudafricano Justin Walters all’ISPS Handa UK Championship. Quell’anno si mise in tasca anche il sesto posto all’Oman Open, il secondo al Betfred British Masters alle spalle di Renato Paratore, il sesto all’English Open e il terzo all’English Championship. Hojgaard si tolse poi la soddisfazione di mettere in bacheca il terzo trofeo dell’albo d’oro il 29 agosto 2021 con la conquista dell’Omega European Masters ex Swiss Open in terra elvetica grazie a tredici colpi sotto il par con cui riuscì a dominare la concorrenza finale dell’austriaco Bernd Wiesberger. In quell’anno si è poi classificato nono al Dubai desert classic, sesto al Saudi International, terzo all’English Open e al Corales Puntacana Open, Nel 2022 il suo angolo trofei non ebbe un’evoluzione quantitativa ma arrivarono comunque per lui alcuni discreti piazzamenti: tra essi un secondo posto all’Open de France alle spalle del nostro Guido Migliozzi, un sesto al Corales Puntacana Championship, Il 2023 gli avrebbe poi di nuovo sorriso con l’ottenimento della vittoria al Danish Golf Championship il 9 luglio 2023 con 13 colpi sotto il par e davanti allo spagnolo Nacho Elvira. Alla scorsa stagione appartengono però anche un sesto posto al Ras Al Khaimah Championship, un terzo al Dutch Open e al Real Czech Masters, un quarto all’Open de France, un sesto al Nedbank Golf Challenge, E si arriva al 2024 che ha costituito l’anno della sua definitiva consacrazione.
GLI ESORDI DA DILETTANTE
Che Rasmus Hojgaard avrebbe fatto il botto nel professionismo lo fecero comprendere ancor prima le affermazioni che ebbe tra i dilettanti, precisamente quattro. Nel 2015 primeggiò nell’Aon Junior Tour Drenge, l’anno successivo nel Danish International Amateur Championship, nel 2017 nell’Hoyborg Kro Open e infine, nel 2018, nel Toyot Junior Golf World Cup. Con il fratello Nicolai ha poi prevalso, nello stesso anno, nel torneo Eisenhower.
LA NASCITA DELLA PASSIONE PER IL GOLF
I gemelli del golf abbracciarono la passione all’età di soli quattro anni, spinti dai genitori, golfisti praticanti e appassionati. “Nostro padre- ricordarono Rasmus e Nicolai in un’intervista concessa a Golf Monthy – ci portava al suo circolo, i nostri genitori giocavano entrambi e quindi era per loro bello essere una famiglia unita intorno al green”. Rasmus e Nicolai condividevano anche la passione per calcio e pallamano, ma ben presto il golf spodestò nel loro cuore e nella loro vita le due discipline concorrenti. A tredici anni, Rasmus e fratello gemello capirono che, per loro, il golf sarebbe potuto diventare una professione :“abbiamo trovato un bravo coach e abbiamo lavorato sodo” è il loro commento corale.
DICONO DI LUI
Chi ha fornito di Rasmus un affresco nitido è stato senza dubbio Edoardo Molinari che con lui condivide, oltre all’attività professionale su green e percorsi verdi, anche il comune fattore di avere anch’egli un fratello, Francesco, che opera nel medesimo ambito. I tre hanno poi avuto modo di lavorare insieme dopo il lockdown. “Rasmus – raccontò in un’intervista – gioca bene da tee a green ma putta meno bene, hanno tutti e due (lui e Nicolai, ndr) una bella testa e sono affiancati da un ottimo staff, Di Rasmus disse che, rispetto al fratello, ” è più regolare anche sulla strategia”. E comunque, concluse, ”Nicolai e Rasmus sono due giocatori molto diversi tra loro”.









